- Created: Settembre 6, 2024 3:04 pm
- Updated: Dicembre 9, 2025 8:10 pm
- Distanza 20 km
- Tempo 5 h 1 min
- Velocità 4.0 km/h
- Altitud. minima 1225 m
- Quota Max 1845 m
- Salita 1375 m
- Discesa 1092 m
- Distance Instructions
Tappa 10 – Cammino di Santa Giulia
Dal Rifugio La Caserma "Gigi Casentini" a San Pellegrino in Alpe attraverso il Lago Santo Modenese
Premessa
La Tappa 10 del Cammino di Santa Giulia è un itinerario d’alta quota che collega l’accogliente Rifugio La Caserma “Gigi Casentini”, in località Ramosceta, con il celebre San Pellegrino in Alpe, attraversando ambienti incontaminati dell’Appennino Tosco‑Emiliano. Si tratta di una delle sezioni più panoramiche e spiritualmente intense del cammino: laghi glaciali, passi storici, cime oltre i 1800 m e leggende millenarie accompagnano il pellegrino in questo tratto di confine fra Toscana ed Emilia‑Romagna.
Cosa vedere lungo il percorso
- Rifugio La Caserma “Gigi Casentini” – punto di partenza immerso nei boschi di faggio (Loc. Ramosceta).
- Rifugio Casentini al Mercatello – piccola struttura ricettiva immersa nel silenzio del crinale.
- Foce al Giovo (1664 m) – storico valico fra Toscana ed Emilia, snodo di sentieri CAI.
- Lago Santo Modenese – il più grande lago naturale dell’Emilia‑Romagna, oasi di quiete alpina.
- Rifugio Giovo – accogliente presidio escursionistico a pochi passi dal Lago Santo.
- Cima dell’Olmo (1859 m) – vetta panoramica con viste su crinale e Apuane.
- Passo del Saltello (1580 m) – porta panoramica verso le vallate modenesi.
- Giro del Diavolo – luogo leggendario di penitenza, con migliaia di sassi votivi deposti dai fedeli.
- San Pellegrino in Alpe – santuario, museo etnografico e ospitale più alto dell’Appennino (1525 m).
Informazioni utili
- Distanza: circa 18 km
- Dislivello complessivo: +750 m / −600 m
- Tempo di percorrenza: 6–7 ore (escursionista medio)
- Tipologia di percorso: sentieri CAI, crinale roccioso, sterrate e mulattiere
- Segnaletica: segnavia CAI 00 / GEA e indicatori del Cammino di Santa Giulia
- Punti d’acqua: Rif. Caserma, Rif. Giovo, Lago Santo, San Pellegrino in Alpe
Perché percorrere questa tappa
La decima tappa è un condensato di spiritualità, leggenda e paesaggi d’alta montagna. Dai rifugi immersi nei boschi alle praterie sommitali, fino al Giro del Diavolo con i suoi sassi votivi, ogni passo racconta una storia di fede e resistenza. La vista del Lago Santo e l’arrivo al Santuario di San Pellegrino in Alpe suggellano una giornata intensa, degna di essere ricordata fra le più suggestive del Cammino di Santa Giulia.
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Rifugio La Caserma Casentini
Rifugio La Caserma Gigi Casentini (Loc. Ramosceta)
Situato in località Ramosceta, il Rifugio La Caserma Gigi Casentini è il punto di partenza della Tappa 10 del Cammino di Santa Giulia. Questo rifugio montano prende il nome da Gigi Casentini, figura locale legata al mondo escursionistico, e rappresenta un importante luogo di sosta per gli amanti della natura e del trekking.
Immerso nel verde dell’Appennino tosco-emiliano, il rifugio offre ospitalità spartana ma accogliente ed è spesso utilizzato come base logistica per chi si appresta ad attraversare il crinale appenninico tra Toscana ed Emilia-Romagna. Dalla struttura si apre un panorama straordinario sulle valli circostanti, regalando già dal primo passo un senso di avventura e meraviglia.
Il rifugio è anche punto di incrocio di diversi itinerari escursionistici CAI, tra cui il Sentiero Italia e la G.E.A. (Grande Escursione Appenninica), il che lo rende strategico per camminatori, cavalieri e cicloturisti.
San Pellegrino in Alpe
San Pellegrino in Alpe
San Pellegrino in Alpe è uno dei luoghi più suggestivi e spirituali dell’intero Cammino di Santa Giulia. Situato a quota 1525 metri, proprio sul crinale appenninico che segna il confine tra Toscana ed Emilia-Romagna, è celebre per il Santuario dei Santi Pellegrino e Bianco, meta storica di pellegrinaggi sin dal Medioevo.
Il borgo, che conserva ancora l’atmosfera raccolta e silenziosa dei centri di alta montagna, ospita anche l’Ospitale dei Pellegrini e un piccolo ma interessante museo etnografico dedicato alla vita contadina e montanara dell’Appennino.
San Pellegrino è conosciuto per essere il punto più alto del Cammino di Santa Giulia in Toscana e rappresenta uno snodo importante tra spiritualità, storia e natura. Qui si respira un’aria antica e solenne, dove i passi dei pellegrini si intrecciano con le leggende del santo eremita che diede il nome al luogo.
Luogo di raccoglimento e ristoro, è anche un’occasione per contemplare gli ampi panorami sull’Appennino e prepararsi ad affrontare i sentieri di crinale che conducono verso il Lago Santo e la provincia di Modena.
Lago Santo Modenese
Lago Santo Modenese
Il Lago Santo Modenese è uno dei luoghi più affascinanti e iconici dell’Appennino settentrionale. Situato a 1501 metri di altitudine, nel cuore del Parco del Frignano, è il lago naturale più grande dell’Emilia-Romagna, circondato da fitti boschi e dalle vette dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Il lago è raggiungibile tramite il sentiero che scende da Foce al Giovo e rappresenta una tappa ideale per una pausa contemplativa o per un ristoro presso uno dei rifugi presenti in zona, come il Rifugio Giovo.
Le sue acque limpide e l’ambiente circostante lo rendono uno dei luoghi più fotografati e amati dagli escursionisti. Un tempo considerato luogo sacro dai popoli montanari, il Lago Santo conserva ancora oggi un’atmosfera magica, ideale per rigenerare corpo e spirito prima di proseguire verso San Pellegrino in Alpe o verso il crinale modenese.
Il passaggio al Lago Santo Modenese è uno dei momenti culminanti della Tappa 10, dove natura, silenzio e bellezza paesaggistica si fondono in una sintesi perfetta.
Cima dell'Olmo 1859
Cima dell’Olmo (1859 m)
La Cima dell’Olmo, con i suoi 1859 metri di altitudine, è uno dei punti più elevati lungo il crinale attraversato dalla Tappa 10 del Cammino di Santa Giulia. Situata tra il Passo del Giovo e la Foce al Giovo, la cima regala panorami spettacolari che spaziano sull’Appennino Tosco-Emiliano, sulle vallate modenesi e, nelle giornate limpide, persino sulle Alpi Apuane.
Il tratto di cammino che raggiunge la Cima dell’Olmo è impegnativo ma altamente gratificante: si attraversano praterie d’altitudine, creste rocciose e ambienti incontaminati, ideali per chi cerca l’autenticità dell’alta montagna.
Questo punto panoramico rappresenta un momento di raccoglimento e di meraviglia, dove il silenzio e il vento sono gli unici compagni di viaggio. È una delle esperienze più suggestive dell’intero Cammino, consigliata per chi ama l’escursionismo ad alta quota e vuole vivere un contatto profondo con la natura.
Foce al Giovo 1664
Foce al Giovo (1664 m)
La Foce al Giovo, a 1664 metri di altitudine, è un importante valico appenninico che mette in comunicazione la valle del Sestaione con la zona del Lago Santo Modenese. Si tratta di un punto strategico lungo il crinale dell’Appennino, molto frequentato da escursionisti, pellegrini e appassionati di trekking.
Attraversare la Foce al Giovo significa immergersi in un ambiente selvaggio e autentico, tra boschi di faggio e panorami mozzafiato sulle creste appenniniche. Da questo punto, il tracciato del Cammino di Santa Giulia scende leggermente per congiungersi con i sentieri che conducono al Lago Santo e al vicino Rifugio Giovo.
La zona è anche punto di incontro di diversi percorsi escursionistici come l’Alta Via dei Parchi e i sentieri CAI che collegano l'Emilia alla Toscana, rendendo la Foce al Giovo una vera porta tra regioni e culture.
Rifugio Casentini al Mercatello
Rifugio Casentini al Mercatello
Il Rifugio Casentini al Mercatello è una piccola struttura immersa nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, nei pressi del passo che collega il crinale al Lago Santo Modenese. Situato in località Mercatello, rappresenta un punto di sosta prezioso per escursionisti e pellegrini che percorrono il Cammino di Santa Giulia lungo il tratto di alta montagna.
Il rifugio è spartano ma accogliente, ed è dedicato a Gigi Casentini, figura storica legata alla valorizzazione dei sentieri e alla cultura dell’accoglienza escursionistica. La sua posizione lo rende ideale per godere di una pausa in un contesto naturale di grande suggestione, lontano da ogni rumore, circondato da foreste di faggi e viste aperte sui rilievi montuosi.
Dal Mercatello è possibile riprendere il cammino verso il Lago Santo oppure verso il Passo del Saltello, continuando l’itinerario tra crinali panoramici e boschi millenari.
Rifugio Giovo Lago Santo Modenese
Rifugio Giovo – Lago Santo Modenese
Il Rifugio Giovo, situato in prossimità del suggestivo Lago Santo Modenese, è uno dei punti di riferimento principali per chi percorre i sentieri d’alta quota dell’Appennino settentrionale. Immerso tra faggete e panorami mozzafiato, il rifugio offre ristoro e accoglienza a escursionisti, pellegrini e amanti della natura.
La struttura è aperta stagionalmente e fornisce servizi essenziali, rappresentando una tappa ideale lungo il Cammino di Santa Giulia, specialmente dopo il passaggio per le cime come la Cima dell’Olmo e i valichi di crinale. La sua posizione, a pochi passi dalle rive del Lago Santo, permette di godere appieno della bellezza incontaminata di uno dei luoghi simbolo dell’Appennino Modenese.
Dal rifugio partono vari itinerari escursionistici e si possono facilmente raggiungere il Passo del Saltello e il successivo tratto che conduce verso San Pellegrino in Alpe, completando così una delle tappe più panoramiche e spiritualmente intense del cammino.
Passo del Saltello 1580
Passo del Saltello (1580 m)
Il Passo del Saltello, situato a 1580 metri sul livello del mare, è uno dei valichi di crinale più iconici dell’Appennino Tosco-Emiliano. Questo passo segna un punto di transito suggestivo lungo la dorsale appenninica, offrendo ampie vedute sia verso la Toscana che verso l’Emilia-Romagna.
Il toponimo “Saltello” richiama l’idea di uno scatto agile o di un salto, probabilmente riferito all'antica funzione del valico come rapido collegamento naturale tra le valli sottostanti. Il luogo è immerso in un contesto ambientale di grande bellezza, tra praterie d’altitudine, affioramenti rocciosi e boschi radi.
Il passaggio al Passo del Saltello rappresenta una delle sezioni più emozionanti della Tappa 10 del Cammino di Santa Giulia, anticipando la discesa verso San Pellegrino in Alpe. Qui la spiritualità del cammino si fonde con la maestosità della natura d’alta quota, rendendo questo tratto un’esperienza intensa e memorabile.
Giro del Diavolo
Giro del Diavolo
Il Giro del Diavolo è un luogo carico di fascino e mistero situato lungo il crinale appenninico, nei pressi del Lago Santo Modenese e in prossimità dell’arrivo a San Pellegrino in Alpe. A questo luogo si lega una leggenda popolare profondamente radicata nella spiritualità locale.
Secondo la tradizione, il diavolo — irritato per la resistenza alle tentazioni di San Pellegrino — avrebbe colpito il Santo con uno schiaffo facendolo ruotare su se stesso per tre volte. Da qui il nome "Giro del Diavolo".
Ancora oggi, i devoti si recano in questo luogo trasportando un sasso sulle spalle per poi depositarlo dopo aver compiuto tre giri attorno al sito in segno di penitenza e purificazione. La dimensione del masso scelto dai pellegrini varia simbolicamente in base alla gravità del peccato da espiare. Il risultato è una suggestiva distesa di migliaia di pietre impilate, testimonianza secolare di fede popolare e spiritualità montana.
Oltre al valore simbolico e devozionale, il Giro del Diavolo offre anche un passaggio spettacolare per chi percorre il Cammino di Santa Giulia: un tratto immerso nella natura selvaggia, tra boschi di faggi, affacci mozzafiato e un’atmosfera che invita al raccoglimento e alla riflessione interiore.





Tappa 10: La Migliore in Assoluto! Emozioni da Alta Quota!!
Confermo in pieno la descrizione: ho percorso questa Tappa 10 (Rifugio Casentini – San Pellegrino in Alpe) lo scorso Settembre con un meteo perfetto ed è stata in assoluto la mia preferita del Cammino finora!
L’itinerario è impegnativo, ma la fatica viene ripagata da paesaggi incredibili. È un tratto che racchiude tutta la bellezza e la spiritualità dell’Appennino:
Natura: La vista sul Lago Santo Modenese e il percorso sul crinale sono mozzafiato. Consiglio una sosta veloce e meritata al Rifugio Giovo!
Spiritualità: L’arrivo al Santuario di San Pellegrino in Alpe, il borgo ospitale più alto, è la conclusione perfetta e molto toccante.
Nota Logistica da “Weekendista”: Per chi la percorre in giornata, come ho fatto io (arrivando da Fornoli il giorno prima), ricordatevi di cronometrare bene i tempi. Ho dovuto fare un buon passo per non perdere la corriera del tardo pomeriggio da San Pellegrino in Alpe per il rientro in treno a Castelnuovo di Garfagnana!
Tappa da non perdere! Complimenti per la manutenzione dei sentieri!