- Created: Settembre 2, 2024 7:23 am
- Updated: Luglio 25, 2026 8:07 pm
- Distanza 24 km
- Tempo 6 h 6 min
- Velocità 4.0 km/h
- Altitud. minima 7 m
- Quota Max 473 m
- Salita 1051 m
- Discesa 966 m
- Distance Instructions
Tappa 004 | Caprona → Buti
Tappa 004 Caprona – Buti | Certosa di Calci e Rocca della Verruca | Cammino di Santa Giulia
Dalla Torre degli Upezzinghi alla Certosa di Calci, fino ai sentieri dei Monti Pisani: una tappa di salita, silenzio e contemplazione nel cuore della Toscana.
Da qui la tappa assume un carattere più raccolto e contemplativo.
Tra uliveti, sentieri collinari, boschi e antiche testimonianze, il pellegrino si avvicina alla Rocca della Verruca, punto simbolico e panoramico dei Monti Pisani, prima di proseguire verso il borgo di Buti.
È una tappa in cui storia, natura e spiritualità si incontrano: il paesaggio si apre, il passo rallenta e il Cammino invita all’ascolto, alla memoria e alla contemplazione.
Cosa vedere lungo la tappa
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- Chiesa di Santa Giulia a Caprona
- Ex Convento di Nicosia
- Certosa Monumentale di Calci
- Montemagno e i suoi oliveti storici
- Rocca della Verruca
- Abbazia di San Michele alla Verruca
- Chiesa di San Jacopo in Lupeta
- Centro storico di Vicopisano
- Pieve di Santa Maria e San Giovanni Battista a Vicopisano
► Chiesa di San Jacopo a Zambra (Cascina)
🏰 Focus storico – La Rocca di Caprona e la leggenda di Dante
La Torre degli Upezzinghi domina la valle dell’Arno e custodisce una delle pagine più evocative della storia toscana.
Citata da Dante Alighieri nell’Inferno (XXXI, 40-45), fu teatro di aspre contese tra Pisa, Firenze e Lucca.
Le sue mura merlate, oggi in rovina, sorgono su uno sperone calcareo del Monte Pisano che offre una vista straordinaria sulla pianura.
Edificata nel X secolo e più volte rimaneggiata, la Rocca divenne nel Medioevo presidio strategico
per il controllo del guado sull’Arno e dei traffici verso la Valdera.
Un’antica cronaca ricorda che “le insegne fiorentine vi sventolarono brevemente, poi l’Arno tornò a scorrere nel silenzio”.
Per Approfondire► Torre degli Upezzinghi – Caprona (PI)
una tappa di contemplazione fra storia, poesia e orizzonti.
⛪ Focus artistico – La Certosa di Calci
Fondata nel 1366 per volontà dei fratelli Uguccione e Giovanni della Gherardesca, la Certosa di Calci
fu per secoli uno dei principali monasteri certosini d’Italia.
L’attuale complesso barocco-tardo seicentesco racchiude chiostri, cortili e cappelle decorate da stucchi e affreschi di pregio.
Dopo la soppressione napoleonica, gli ambienti monastici furono adattati a funzioni civili;
oggi ospitano il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa e il Museo della Certosa.
Il contrasto tra silenzio monastico e scienza moderna racconta la capacità di questo luogo di unire fede, cultura e natura.
🙏 Focus – La Pieve di Santa Maria e San Giovanni Battista (Vicopisano)
Cuore spirituale di Vicopisano, la Pieve di Santa Maria e San Giovanni Battista risale al XII secolo
ed è considerata una delle massime espressioni del romanico pisano.
L’interno a tre navate, sorretto da colonne di granito, conserva capitelli decorati e tracce di affreschi trecenteschi.
La pieve fu per secoli punto di riferimento per i viandanti che attraversavano la piana dell’Arno;
oggi accoglie il pellegrino del Cammino di Santa Giulia come un segno di continuità della fede lungo i secoli.
📋 Scheda tecnica
- Codice tappa: CSG-T004_V24
- Tratto: Caprona → Vicopisano (via Nicosia, Calci, Montemagno, Verruca)
- Lunghezza: circa 16 km
- Difficoltà: Escursionistico (E) – dislivello moderato
- Ambiente: colline del Monte Pisano, borghi storici, aree boschive
- Fondo: sentieri, strade bianche, brevi tratti asfaltati
- Punti acqua/cibo: presenti a Calci, Montemagno e Vicopisano
- Segnaletica CSG: presente e in aggiornamento
- Periodo consigliato: primavera – autunno
Note pratiche
- 🥾 Dislivello totale circa +320 m / –280 m: tratto impegnativo tra Nicosia e Montemagno.
- ⚠️ Attenzione ai tratti scivolosi in caso di pioggia nella salita alla Verruca.
- 🕍 Visita consigliata: Certosa di Calci e Pieve di Vicopisano.
- 🚶♂️ Percorso adatto anche per camminatori esperti con zaino leggero.
- 🚴♀️ Variante ciclabile disponibile lungo la strada di Calci (meno panoramica).
Dove dormire a Vicopisano e dintorni
🏡 Le Carabattole Bed & Breakfast – Vicopisano (PI)
Situato nel cuore di Vicopisano, il B&B Le Carabattole accoglie i pellegrini del Cammino di Santa Giulia in un ambiente familiare e curato,
dove l’ospitalità toscana si unisce al silenzio del borgo medievale.
Le camere, arredate con gusto e attenzione ai dettagli, si affacciano sul giardino interno e offrono un’atmosfera rilassata dopo una giornata di cammino.
La colazione con prodotti locali e dolci fatti in casa è servita nella luminosa sala comune o all’aperto,
rendendo il risveglio un momento di autentico piacere e convivialità.
🛏️ B&B Arivellini – Vicopisano (PI)
Nel cuore del borgo medievale di Vicopisano, il B&B Arivellini accoglie i pellegrini del Cammino di Santa Giulia
in una dimora d’epoca finemente restaurata, dove comfort moderno e fascino storico convivono in perfetta armonia.
Le camere, ampie e luminose, si affacciano sui vicoli del centro storico e offrono un’atmosfera serena e accogliente dopo la giornata di cammino.
L’arredamento conserva elementi originali in stile toscano — pavimenti in cotto e travi a vista — e la colazione con prodotti locali
è servita in un clima di autentica cordialità familiare.
Un luogo di quiete nel cuore del Monte Pisano, ideale per chi cerca un’esperienza di ospitalità genuina.
🌿 Villa Fiona – Vicopisano (PI)
Immersa nel verde delle Risaie di Vicopisano, Villa Fiona è una raffinata casa di campagna
che offre ospitalità ai pellegrini e ai viaggiatori del Cammino di Santa Giulia in un contesto naturale e rilassante.
La struttura, circondata da ulivi e campi coltivati, unisce eleganza e semplicità toscana in ambienti luminosi e curati.
Le camere, arredate con gusto rustico, sono dotate di ogni comfort e affacciano sul giardino e sulla campagna.
Gli spazi comuni invitano alla lettura e al riposo, mentre all’esterno si trovano una terrazza panoramica e un piccolo orto a disposizione degli ospiti.
A soli pochi minuti dal centro storico di Vicopisano, Villa Fiona rappresenta la scelta ideale per chi cerca
una sosta di quiete e autenticità lungo il percorso.
Navigazione delle Tappe
Tappa Successiva ► Tappa CSG-T005_V24
Vicopisano → Buti
Il percorso sale verso il Monte Oro e l’antica edicola di Santa Giulia, attraversando paesaggi rurali e uliveti secolari.
🛤️ Variante di Pianura – Itinerario Tappa 4 VA
Caprona → Uliveto → Lugnano → Vicopisano
Percorso alternativo lungo la pianura dell’Arno, con suggestive vedute sulle Cateratte Ximeniane e i borghi fluviali.
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Vicopisano
Vicopisano – Il borgo delle torri
Adagiato ai piedi dei Monti Pisani
Vicopisano conserva uno dei più straordinari impianti urbanistici medievali della Toscana. Il borgo, sviluppatosi in posizione strategica lungo l'Arno e sulle vie che collegavano Pisa con Lucca, fu per secoli uno dei principali baluardi difensivi della Repubblica di Pisa.
Passeggiando tra le sue strette vie si incontrano torri, case-torri, palazzi in pietra e antiche mura che testimoniano il ruolo militare ricoperto dal paese nel Medioevo. Simbolo di Vicopisano è la Rocca del Brunelleschi, progettata nel 1438 da Filippo Brunelleschi per rafforzare il sistema difensivo dopo la conquista fiorentina. Insieme alla Rocca della Verruca, ai castelli di Caprona e Buti, Vicopisano faceva parte di una rete di fortificazioni che controllava gli accessi alla pianura pisana e alla valle dell'Arno.
Accanto al patrimonio militare, il borgo conserva importanti edifici religiosi, tra cui la Pieve di Santa Maria, la Chiesa di San Jacopo in Lupeta e numerose testimonianze della spiritualità medievale. Ancora oggi Vicopisano rappresenta uno dei centri storici meglio conservati del territorio pisano, dove architettura, storia e paesaggio si fondono in un insieme di straordinario fascino.
Locanda l'Ortaccio
Locanda L'Ortaccio
Circolo ARCI L'Ortaccio Vicopisano APS
Nel cuore di Vicopisano, il Circolo ARCI L'Ortaccio APS rappresenta un piacevole punto di sosta lungo il Cammino di Santa Giulia. Qui il pellegrino può concedersi una pausa rilassante, gustare uno spuntino o una bevanda fresca e ritrovare le energie prima di affrontare la salita verso i Monti Pisani e la Val Graziosa. L'atmosfera conviviale e l'accoglienza tipica dei circoli di paese offrono un'autentica esperienza di vita locale.
Edicola di Santa Giulia sul Monte Oro
Edicola di Santa Giulia – Buti
Poco prima di raggiungere Buti
Il Cammino incontra una piccola edicola dedicata a Santa Giulia, memoria di un culto che in questo territorio affonda le proprie radici nel Medioevo.
La devozione alla santa era profondamente radicata nella comunità butese. Fino alla metà del Novecento, durante le tradizionali Rogazioni, la processione proveniente dalla Pieve di Santa Maria di Panicale raggiungeva proprio la località di Santa Giulia, dove veniva impartita la benedizione delle campagne, testimoniando la continuità di una devozione tramandata per generazioni.
Le fonti storiche confermano inoltre l'esistenza, in questo luogo, di una chiesa dedicata a Santa Giulia, documentata già in età moderna e ricordata dagli storici locali. Le visite pastorali del XVIII secolo attestano che la chiesa possedeva beni e rendite proprie e che vi erano celebrate annualmente le messe nella festa della santa. Anche documenti del Quattrocento ricordano la località con il toponimo "Santa Giulia", confermando l'antichità del culto.
Dell'antica chiesa oggi rimane soltanto la memoria storica, custodita dall'edicola votiva che continua ad accogliere i pellegrini lungo il Cammino, mantenendo vivo il legame tra il territorio di Buti e la santa martire.
Chiesa di San Michele Arcangelo
Chiesa di San Michele Arcangelo
Castel di Nocco - Tra Vicopisano e Buti
All'interno dell'antico borgo fortificato di Castel di Nocco, sorgono i suggestivi resti della Chiesa di San Michele Arcangelo, uno dei luoghi di culto più antichi del territorio.
La chiesa è documentata fin dal 1276-1277 tra quelle appartenenti al Piviere di Buti, ma le sue origini sono probabilmente ancora più antiche e potrebbero risalire all'XI secolo, in relazione al castello medievale che controllava il valico tra la pianura pisana e i Monti Pisani. Alcune fonti collegano inoltre il sito alla presenza di un precedente luogo di culto di epoca romana, anche se questa ipotesi non trova conferme documentarie definitive.
Le visite pastorali del Quattrocento descrivono una chiesa ancora attiva, officiata dai sacerdoti dei paesi vicini e frequentata dagli abitanti del castello. Nel corso dei secoli l'edificio fu arricchito con nuovi altari e opere devozionali, rimanendo un importante punto di riferimento religioso per la comunità locale.
Gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale e successivamente colpita da un incendio, oggi della chiesa rimangono le robuste mura perimetrali, gli altari laterali in pietra serena e l'area presbiteriale. Priva della copertura, continua tuttavia a conservare un forte fascino e, nella bella stagione, viene ancora utilizzata per celebrazioni religiose all'aperto.
Buti
Buti
Borgo tra gli ulivi e memoria di Santa Giulia
Adagiato sul versante orientale dei Monti Pisani, Buti accoglie il pellegrino al termine della traversata tra boschi, antiche mulattiere e fortificazioni medievali. Il borgo conserva l'atmosfera dei paesi di collina toscani, con strette vie in pietra, piazzette raccolte e case che si sviluppano lungo il pendio dominato dal Castello Tonini.
Le origini di Buti sono antiche e strettamente legate al controllo delle vie di comunicazione tra Pisa e Lucca. Per secoli il paese fu terra di confine, contesa tra la Repubblica di Pisa e Firenze, e il suo territorio conserva ancora oggi castelli, chiese e testimonianze dell'organizzazione medievale del Monte Pisano.
Ma Buti occupa un posto speciale anche nella storia del Cammino di Santa Giulia. La documentazione storica attesta infatti l'esistenza di un'antica chiesa dedicata a Santa Giulia, dotata di beni e rendite proprie e ancora ricordata nelle visite pastorali del XVIII secolo. Fino alla metà del Novecento le tradizionali Rogazioni raggiungevano la località di Santa Giulia per la benedizione delle campagne, mantenendo viva una devozione tramandata nei secoli. Ancora oggi una piccola edicola votiva ricorda quel luogo di culto ormai scomparso.
Celebre per la produzione dell'olio extravergine d'oliva e per il suo centro storico ricco di scorci suggestivi, Buti rappresenta un luogo ideale dove concludere la giornata di cammino, ritrovando l'accoglienza di un borgo che conserva un profondo legame con la propria storia e con la memoria di Santa Giulia.
Fontanello d'Acqua Buti
Fontanello dell'Acqua Potabile – Buti
All'ingresso del centro abitato di Buti
è disponibile un fontanello di acqua potabile, ideale per riempire la borraccia al termine della tappa. Dopo l'attraversamento dei Monti Pisani e la lunga discesa verso il borgo, questo punto rappresenta una sosta preziosa per rinfrescarsi e recuperare le energie prima di raggiungere la struttura ricettiva o proseguire la visita del paese.
Località Montemagno
Montemagno
Arroccato sulle pendici dei Monti Pisani sopra Calci
Montemagno è un piccolo borgo di origine medievale immerso tra oliveti terrazzati e boschi della Val Graziosa. Le strette vie in pietra, le antiche abitazioni e gli scorci panoramici sulla valle conservano l'atmosfera autentica dei villaggi rurali toscani. Il passaggio del Cammino di Santa Giulia permette di attraversare un territorio modellato nei secoli dal lavoro dell'uomo, dove la coltivazione dell'olivo e la tradizione agricola continuano a caratterizzare il paesaggio.
Chiesa Santa Maria della Neve Montemagno
Chiesa di Santa Maria della Neve – Montemagno
Nel cuore del borgo medievale di Montemagno
sorge la Chiesa di Santa Maria della Neve, principale edificio religioso della comunità. Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, conserva il ruolo di centro spirituale del paese e testimonia la lunga tradizione cristiana della Val Graziosa. Affacciata sulle strette vie del borgo e circondata dagli oliveti dei Monti Pisani, rappresenta una tappa di raccoglimento lungo il Cammino di Santa Giulia, offrendo al pellegrino uno dei luoghi più suggestivi dell'antico abitato.
Prato a Ceccottino
Prato a Ceccottino e la vista sulla Rocca della Verruca
A 438 metri di quota, il Prato a Ceccottino
A 438 metri di quota, il Prato a Ceccottino
Rappresenta uno dei punti panoramici più suggestivi dei Monti Pisani. Da questo valico lo sguardo si apre sulla maestosa Rocca della Verruca, antica fortezza che domina la pianura pisana e la valle dell'Arno.
Sorta su un sito fortificato già nell'VIII secolo e ampliata dalla Repubblica di Pisa nel XIII secolo, la Rocca della Verruca costituiva il fulcro del sistema difensivo del Monte Pisano. Da qui venivano controllati i collegamenti con i castelli di Caprona, Vicopisano e Buti, attraverso una rete di segnali visivi realizzati con stendardi, fuochi e fumo, capace di trasmettere rapidamente l'avvicinarsi delle truppe nemiche.
Per secoli teatro delle guerre tra Pisa e Firenze, la fortezza mantenne la propria funzione militare fino alla definitiva conquista fiorentina del territorio all'inizio del Cinquecento. Oggi, sebbene ridotta a suggestivi ruderi, continua a dominare il paesaggio ricordando il ruolo strategico che il Monte Pisano ebbe nella storia della Toscana medievale.
Commento:
Collegamenti:
Ruderi Chiesa di San Michele alla Verruca
Ruderi dell'Abbazia di San Michele alla Verruca
Nascosti tra i boschi del Monte Pisano, ai piedi della Rocca della Verruca
Sorgono i suggestivi resti dell'antica Abbazia di San Michele Arcangelo alla Verruca, uno dei più importanti complessi monastici medievali della Toscana. Una chiesa dedicata a San Michele è documentata già nell'861, mentre il monastero benedettino compare nelle fonti a partire dal 996. Nel XII secolo il complesso fu completamente ricostruito secondo i canoni dell'architettura romanica, sviluppandosi attorno a un chiostro con la chiesa abbaziale, il refettorio, la sala capitolare e gli ambienti destinati alla vita comunitaria.
Nel XIII secolo l'abbazia passò all'Ordine Cistercense, che adattò gli edifici alle proprie esigenze liturgiche e contribuì alla crescita del monastero. La posizione lungo le antiche vie montane che collegavano Pisa con la Lucchesia rese San Michele un importante luogo di sosta e di spiritualità. Con le guerre tra Pisa e Firenze il complesso fu progressivamente abbandonato e, dalla fine del Quattrocento, cadde lentamente in rovina.
Le indagini archeologiche condotte dall'Università Ca' Foscari di Venezia hanno riportato alla luce i resti della chiesa, del chiostro e degli edifici conventuali, permettendo di ricostruire oltre sei secoli di storia monastica. Oggi il sito conserva un fascino particolare: immerso nella quiete del bosco e dominato dalla Rocca della Verruca, racconta l'intreccio tra vita religiosa, viabilità medievale e vicende militari che caratterizzarono il Monte Pisano.
Chiesa di San Jacopo in Lupeta
Chiesa di San Jacopo in Lupeta
Immersa nella quiete dell'omonima valle, poco distante da Vicopisano
La Chiesa di San Jacopo in Lupeta rappresenta una delle più antiche testimonianze del cristianesimo sui Monti Pisani. Le sue origini risalgono all'epoca longobarda e una chiesa dedicata a San Mamiliano è documentata già nell'VIII secolo, come ricorda ancora oggi l'antica iscrizione scolpita sull'architrave del portale principale.
Sorta accanto a un monastero, la chiesa fu per secoli un importante punto di riferimento religioso lungo le vie che attraversavano il Monte Pisano. Nel corso del Medioevo passò dai Benedettini agli Eremitani Agostiniani e, dal Quattrocento, assunse l'attuale dedicazione a San Jacopo, apostolo e patrono dei pellegrini.
L'edificio conserva uno splendido impianto romanico a pianta cruciforme, con murature in pietra locale, una raffinata bifora marmorea e numerosi elementi scultorei altomedievali. All'interno si possono ammirare capitelli decorati con motivi vegetali e animali, frammenti di affreschi trecenteschi e preziose sculture che testimoniano l'importanza artistica e spirituale del complesso.
Ogni anno, il 25 luglio, la chiesa torna a essere meta di pellegrinaggio in occasione della festa di San Jacopo, quando una tradizionale processione serale collega la Pieve di Santa Maria di Vicopisano alla chiesa, rinnovando un'antica devozione che continua ancora oggi.
Pieve e Foresteria di Santa Giulia
Pieve e Foresteria di Santa Giulia
La Pieve di Santa Giulia rappresenta uno dei luoghi simbolo dell'intero Cammino.
Di origine medievale, conserva il legame con il culto della santa martire e con l'antica viabilità che attraversava queste colline tra Livorno e Pisa. Accanto alla chiesa sorge la Foresteria, punto di accoglienza dedicato ai pellegrini, dove è possibile trovare ospitalità e vivere un'esperienza di condivisione e spiritualità nel cuore del percorso.
Località Caprona
Località Caprona
Piccola località adagiata sulle rive dell'Arno.
Caprona è conosciuta per la sua antica torre medievale e per la storica Pieve di Santa Giulia. Citata anche da Dante Alighieri nell'Inferno (XXI canto), rappresenta un luogo ricco di memoria storica e culturale, dove il Cammino incontra uno dei paesaggi più significativi della valle dell'Arno.
Convento di Nicosia
Convento di Nicosia – Monastero e Chiesa di Sant'Agostino
Fondato nel 1264 per volontà di Ugo Fagiano
Vescovo di Nicosia a Cipro, il complesso monastico rappresenta una delle più importanti testimonianze del monachesimo medievale nel territorio pisano. Ancora oggi conserva l'imponenza dell'antica struttura, con il suggestivo ingresso attraverso il ponte in mattoni, il grande cortile interno e l'aranciera. Nella chiesa riposano le spoglie del fondatore, mentre una tradizione locale racconta che per edificare il monastero fu necessario abbattere una quercia tanto maestosa da richiedere dodici uomini per abbracciarla. Dopo la soppressione del monastero agostiniano nel 1780 per volontà del Granduca Pietro Leopoldo, il complesso fu affidato ai Francescani, che vi rimasero fino agli anni Sessanta del Novecento. Nei dintorni sono ancora visibili le antiche cave dove venivano ricavate le macine destinate a mulini e frantoi.
Agriturismo Villa Buieri
Villa Buieri
Le origini di Villa Buieri risalgono tra il XIV e il XV secolo
Antica locanda lungo la viabilità che conduceva alla vicina Certosa di Calci. Trasformata per un periodo in convento, nel XVII secolo divenne una prospera fattoria. Qui, l'8 dicembre 1794, nacque Silvestro Centofanti, illustre filosofo, grecista e futuro Rettore dell'Università di Pisa. Le sue lezioni alimentarono gli ideali patriottici degli studenti che presero parte alla battaglia di Curtatone e Montanara nel 1848, contribuendo al Risorgimento italiano. Oggi la villa, restaurata nel rispetto della sua storia, continua la tradizione dell'accoglienza come agriturismo immerso nella campagna pisana.
Certosa di Calci
Certosa di Calci
Fondata nel 1366 per volontà dell'arcivescovo di Pisa Francesco Moricotti.
La Certosa di Calci è uno dei più importanti complessi monastici della Toscana. Situata nella suggestiva Val Graziosa, fu per secoli monastero dell'Ordine certosino e, dal 1425, acquisì anche il monastero di Gorgona, rafforzando il proprio ruolo religioso e amministrativo nel territorio. Tra il Seicento e il Settecento il complesso assunse l'attuale veste barocca, con il grande cortile d'ingresso, i chiostri, le celle dei monaci e gli orti destinati alla vita contemplativa. Dal 1869 è Monumento Nazionale e oggi ospita il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa, conservando intatto il fascino di uno dei più significativi monasteri certosini italiani.
l'Aia di Montemagno
L'Aia di Montemagno
Situato nel caratteristico borgo collinare di Montemagno.
Tra gli oliveti che dominano la Val Graziosa, L'Aia di Montemagno offre un punto di sosta immerso nella quiete della campagna pisana. La posizione panoramica e la vicinanza al tracciato del Cammino di Santa Giulia lo rendono una soluzione di accoglienza per chi desidera concludere la tappa in un contesto rurale e autentico.
Pieve e Foresteria di Santa Giulia
La Pieve di Santa Giulia
Rappresenta uno dei luoghi simbolo dell'intero Cammino.
Di origine medievale, conserva il legame con il culto della santa martire e con l'antica viabilità che attraversava queste colline tra Livorno e Pisa. Accanto alla chiesa sorge la Foresteria, punto di accoglienza dedicato ai pellegrini, dove è possibile trovare ospitalità e vivere un'esperienza di condivisione e spiritualità nel cuore del percorso.






