- Created: Settembre 2, 2024 8:54 pm
- Updated: Agosto 9, 2026 9:10 pm
- Distanza 18 km
- Tempo 4 h 30 min
- Velocità 4.0 km/h
- Altitud. minima 7 m
- Quota Max 27 m
- Salita 320 m
- Discesa 235 m
- Distance Instructions
Variante Tappa 004 | Caprona → Buti
Tappa 004VA Caprona – Buti | Variante di pianura lungo l’Arno e i borghi del Monte Pisano
Da Caprona a Buti seguendo la valle dell’Arno e la fascia pedemontana dei Monti Pisani: una variante più dolce e accessibile, tra borghi storici, opere idrauliche, pievi, fortificazioni e antiche memorie di Santa Giulia.
La CSG-T004VA_V26 costituisce la variante di pianura della Tappa 004 del Cammino di Santa Giulia
Collega direttamente Caprona a Buti offrendo un’alternativa al più impegnativo tracciato principale attraverso Calci, Montemagno e la Rocca della Verruca.Dalla Pieve di Santa Giulia a Caprona il percorso segue la fascia compresa tra l’Arno e le pendici meridionali del Monte Pisano, attraversando Uliveto Terme, Noce, Lugnano, Cucigliana e San Giovanni alla Vena.
È un paesaggio profondamente modellato nei secoli dalla presenza del fiume, dalle attività agricole, dalla navigazione e dalle grandi opere di bonifica.Uno dei luoghi simbolo della variante è rappresentato dalle Cateratte Ximeniane, testimonianza dell’ingegno idraulico settecentesco e delle trasformazioni che hanno interessato la pianura dell’Arno.
Il Cammino raggiunge quindi Vicopisano, dominato dalla Rocca del Brunelleschi e dal suo straordinario sistema fortificato.
Lasciato il borgo medievale l’itinerario prosegue verso Castel di Nocco e le ultime propaggini dei Monti Pisani. Poco prima dell’arrivo a Buti il pellegrino incontra l’Edicola di Santa Giulia sul Monte Oro, luogo particolarmente significativo per la memoria storica del culto della Martire nel territorio butese.La variante termina a Buti, nello stesso punto di arrivo della Tappa 004 principale, permettendo al pellegrino di proseguire senza interruzioni verso la successiva tappa in direzione di Lucca.
Informazioni utili
🥾 Scheda tecnica della variante
CSG-T004VA_V26 · Variante di pianura
Caprona → Uliveto Terme → Noce → Lugnano → Cucigliana → San Giovanni alla Vena → Vicopisano → Castel di Nocco → Buti
ℹ️ Nota tecnica della variante
🌊 Argini e aree fluviali
Il percorso attraversa diversi settori prossimi all’Arno e alle opere di bonifica.
In caso di piene, lavori o condizioni particolari possono essere predisposte deviazioni temporanee:
seguire sempre la segnaletica presente sul territorio e la traccia GPX aggiornata.
🚦 Attraversamenti
Prestare attenzione nei tratti condivisi con la viabilità ordinaria e negli attraversamenti
in prossimità dei centri abitati di Uliveto Terme, Lugnano, San Giovanni alla Vena,
Vicopisano e Buti.
☀️ Esposizione
Numerosi tratti si sviluppano in ambiente aperto e con ombreggiatura limitata.
Durante i mesi estivi è consigliabile partire nelle prime ore del mattino,
utilizzare copricapo e protezione solare e portare con sé una scorta d’acqua adeguata.
💧 Acqua
Lungo l’itinerario sono presenti diversi punti acqua e numerosi centri abitati.
La disponibilità e la potabilità delle fontanelle devono comunque essere verificate
direttamente sul posto.
🌧️ Dopo la pioggia
Alcuni tratti sterrati, agricoli o prossimi agli argini possono presentare fango
e ristagni dopo precipitazioni abbondanti. Si raccomandano calzature adeguate
e maggiore attenzione sui fondi scivolosi.
🚲 Bicicletta
La variante presenta caratteristiche generalmente più favorevoli alla percorrenza
in bicicletta rispetto al tracciato principale sui Monti Pisani.
Occorre comunque valutare le condizioni del fondo e prestare attenzione
nei tratti urbani e negli attraversamenti stradali.
🧭 Descrizione dell’itinerario
- La variante prende avvio da Caprona, presso la Pieve e Foresteria di Santa Giulia, lasciando alle spalle il profilo della Torre degli Upezzinghi e dirigendosi verso la fascia pedemontana che accompagna il corso dell’Arno.
- Il Cammino raggiunge Uliveto Terme, borgo stretto tra il fiume e le pendici del Monte Pisano, e prosegue verso Noce, attraversando un territorio caratterizzato da oliveti, antiche proprietà agricole e dal paesaggio della Val di Noce.
- Procedendo verso est si incontrano i piccoli centri di Lugnano e Cucigliana, dove chiese, testimonianze medievali e antiche tradizioni artigiane raccontano la storia delle comunità sviluppatesi lungo la valle dell’Arno.
- Il percorso raggiunge quindi San Giovanni alla Vena, storico borgo posto tra il Monte Pisano e il fiume.
Poco oltre si incontra uno dei luoghi più caratteristici della variante: le Cateratte Ximeniane, testimonianza delle grandi opere idrauliche che nei secoli hanno regolato le acque della pianura. - La variante entra quindi a Vicopisano, uno dei principali borghi fortificati del territorio pisano, dominato dalla Rocca del Brunelleschi.
Il centro storico offre la possibilità di una sosta prima di riprendere il Cammino verso Buti. - Lasciato Vicopisano, il percorso raggiunge Castel di Nocco, dove sorge la Chiesa di San Michele Arcangelo, e continua tra le ultime pendici dei Monti Pisani.
- Poco prima dell’arrivo, sul Monte Oro, il pellegrino incontra l’Edicola di Santa Giulia, testimonianza particolarmente significativa della presenza storica del culto della Martire nel territorio butese.
- Gli ultimi chilometri conducono infine a Buti, borgo immerso negli oliveti e punto di ricongiungimento con il tracciato principale della Tappa 004.
Da qui il Cammino prosegue con la Tappa 005 in direzione di Lucca.
👀 Cosa vedere lungo la variante
La variante attraversa la valle dell’Arno e i borghi ai piedi del Monte Pisano, offrendo una successione di testimonianze religiose, paesaggi fluviali, opere idrauliche e fortificazioni medievali.
- ⛪ Pieve e Foresteria di Santa Giulia – Caprona
- 🏘 Caprona e la Torre degli Upezzinghi
- 🌊 Uliveto Terme
- 🌿 Noce e la Val di Noce
- ⛪ Lugnano e la Chiesa dei Santi Quirico e Giuditta
- 🏺 Cucigliana e la tradizione della ceramica
- 🏘 San Giovanni alla Vena
- ⚙️ Cateratte Ximeniane
- 🏰 Rocca del Brunelleschi – Vicopisano
- 🏘 Centro storico di Vicopisano
- ⛪ Chiesa di San Michele Arcangelo – Castel di Nocco
- ⛪ Edicola di Santa Giulia sul Monte Oro
- 🌿 Buti – Borgo tra gli ulivi e memoria di Santa Giulia
⚙️ Focus storico – Le Cateratte Ximeniane di Vicopisano
Le Cateratte Ximeniane costituiscono una significativa testimonianza delle grandi opere idrauliche che nei secoli hanno trasformato il territorio compreso tra l’Arno e il Lago di Bientina.
Nel 1757 Francesco Stefano I di Lorena promosse la realizzazione del cosiddetto Canale Imperiale, progettato dall’ingegnere e matematico Leonardo Ximenes per favorire il deflusso delle acque verso l’Arno e agevolare
la navigazione interna.
Al termine del canale vennero realizzate le Cateratte, un ingegnoso sistema di tre paratie azionate da meccanismi lignei,
ancora oggi conservati all’interno dell’edificio storico.
Oggi questo luogo rappresenta uno dei passaggi più caratteristici della variante di pianura, dove il pellegrino può leggere nel paesaggio il secolare rapporto tra l’uomo, il fiume e le opere di bonifica.
Per approfondire
► Cateratte Ximeniane – Vicopisano
sosta consigliata per osservare l’antico sistema idraulico e il paesaggio della valle dell’Arno. Rispettare sempre barriere e segnaletica di sicurezza.

Dove dormire a Vicopisano, Buti e dintorni
🏡 Villa Lenzi’s B&B – Vicopisano (PI)
Situato lungo il viale principale del borgo, Villa Lenzi’s B&B offre ai pellegrini del Cammino di Santa Giulia un’accoglienza elegante e familiare in una villa d’epoca immersa nel verde.
Gli ambienti interni, restaurati con cura, conservano il fascino originario con pavimenti in cotto, soffitti affrescati e arredi dallo stile classico toscano.
Le camere ampie e luminose si affacciano sul giardino e sulle colline del Monte Pisano. La colazione è servita con prodotti locali.
📍 Indirizzo: Viale Armando Diaz 83, 56010 Vicopisano (PI)
📞 Tel: 335 685 7855
🌸 B&B Stella – Vicopisano (PI)
A breve distanza dal centro storico e dal tracciato del Cammino di Santa Giulia, il B&B Stella accoglie i viandanti in un ambiente semplice, pulito e tranquillo.
Le camere offrono i comfort essenziali e un’atmosfera familiare ideale per il riposo durante il cammino.
La struttura dispone di parcheggio privato e di un piccolo giardino.
📍 Indirizzo: Via Provinciale Le Per Fornacette 6, 56010 Vicopisano (PI)
📞 Tel: 380 328 0904
Navigazione delle Tappe

🔀 Tracciato principale – CSG-T004-V26
Caprona → Calci → Montemagno → Rocca della Verruca → Vicopisano → Buti
Il tracciato principale attraversa i Monti Pisani passando dalla Certosa di Calci, Montemagno e dalla Rocca della Verruca prima di raggiungere Vicopisano e Buti.

Tappa successiva ► CSG-T005-V26
Buti → Santallago → Parole d’Oro → Guamo → Lucca
Il percorso sale verso il Monte Serra e Santallago, quindi scende verso la piana lucchese raggiungendo le Parole d’Oro e l’Acquedotto del Nottolini prima dell’ingresso a Lucca.

Tappa precedente ◄ CSG-T003-V26
Località Le Badie → Mortaiolo → Navacchio → Zambra → Caprona
La tappa attraversa la pianura pisana e raggiunge Caprona, punto di accesso ai Monti Pisani e punto di partenza della Tappa 004 e della sua variante di pianura.
📥 Scarica la traccia GPX
Per scaricare la traccia ufficiale della tappa, leggi e accetta i termini e le condizioni.
Cateratte Ximeniane
Le Cateratte Ximeniane
Costituiscono una significativa testimonianza delle grandi opere idrauliche che nei secoli hanno trasformato il territorio tra l’Arno e il Lago di Bientina.
In origine l’Arno attraversava l’area di San Giovanni alla Vena, soggetta a frequenti inondazioni e impaludamenti. Nel XVI secolo importanti interventi di bonifica portarono alla deviazione del corso del fiume e, nel 1583, all’apertura del Serezzino, canale di collegamento tra l’Arno e la Serezza.
Una nuova fase ebbe inizio nel 1757, quando Francesco Stefano I di Lorena promosse la realizzazione del cosiddetto “Canale Imperiale”, progettato dall’ingegnere e matematico Leonardo Ximenes per favorire il deflusso delle acque dal Lago di Bientina verso l’Arno e agevolare la navigazione interna.
Al termine del canale vennero realizzate le Cateratte Ximeniane: un ingegnoso sistema di tre paratie azionate da meccanismi lignei, ancora oggi conservati all’interno dell’edificio storico.
Per il pellegrino le Cateratte rappresentano un punto particolarmente interessante della variante di pianura: una testimonianza concreta del secolare rapporto tra l’uomo, l’Arno e le opere di bonifica che hanno modellato questo paesaggio.
Commento:
Rocca del Brunelleschi – Vicopisano
Vicopisano – Il borgo delle torri
Adagiato ai piedi dei Monti Pisani, Vicopisano conserva uno dei più straordinari impianti urbanistici medievali della Toscana. Il borgo, sviluppatosi in posizione strategica lungo l'Arno e sulle vie che collegavano Pisa con Lucca, fu per secoli uno dei principali baluardi difensivi della Repubblica di Pisa.
Passeggiando tra le sue strette vie si incontrano torri, case-torri, palazzi in pietra e antiche mura che testimoniano il ruolo militare ricoperto dal paese nel Medioevo. Simbolo di Vicopisano è la Rocca del Brunelleschi, progettata nel 1438 da Filippo Brunelleschi per rafforzare il sistema difensivo dopo la conquista fiorentina. Insieme alla Rocca della Verruca, ai castelli di Caprona e Buti, Vicopisano faceva parte di una rete di fortificazioni che controllava gli accessi alla pianura pisana e alla valle dell'Arno.
Accanto al patrimonio militare, il borgo conserva importanti edifici religiosi, tra cui la Pieve di Santa Maria, la Chiesa di San Jacopo in Lupeta e numerose testimonianze della spiritualità medievale. Ancora oggi Vicopisano rappresenta uno dei centri storici meglio conservati del territorio pisano, dove architettura, storia e paesaggio si fondono in un insieme di straordinario fascino.
Fontanello
Fontanello di acqua potabile
lungo il percorso, utile per il rifornimento della borraccia.
Uliveto Terme
Uliveto Terme
Sorge in una suggestiva posizione tra le pendici del Monte Pisano e un’ansa dell’Arno.
La storia del borgo è legata per secoli alle cave di pietra e alla navigazione fluviale, praticata dai cosiddetti “navicellai”, che trasportavano i materiali lungo il fiume.
Nel paese si trova la Chiesa di San Salvatore, edificata nell’Ottocento sul luogo di un precedente edificio religioso dell’XI secolo, del quale sono ancora visibili alcuni resti. Poco distante sorge la Chiesa della SS. Annunziata, di origine medievale e successivamente ristrutturata nel Settecento.
Per il pellegrino Uliveto Terme rappresenta uno dei principali borghi attraversati dalla variante di pianura della Tappa 004, nel caratteristico paesaggio compreso tra l’Arno e il Monte Pisano.
Noce – Val di Noce
Noce – Val di Noce
La frazione di Noce sorge lungo la via Vicarese,
Ai piedi del Monte Verruca, in un ambiente naturale di particolare interesse. La località è documentata fin dal 970 e si affaccia sulla Val di Noce, caratterizzata da boschi di pino marittimo, vegetazione mediterranea, oliveti e tradizionali muretti a secco che delimitano le antiche terrazze coltivate.
Il territorio conserva anche diverse cavità naturali, tra cui la Grotta del Pippi, ed è habitat di una ricca fauna tipica del Monte Pisano.
In passato Noce appartenne a importanti famiglie pisane, tra cui i Del Mosca e i Lanfreducci, che vi realizzarono residenze ed edifici destinati alla gestione delle proprietà agricole. Nel piccolo nucleo si trovano la Chiesa di San Domenico, datata 1639 dalla lapide in facciata, e il complesso della Villa Lanfreducci-Upezzinghi, di probabile origine quattrocentesca e profondamente rinnovato nel XVII secolo.
Per il pellegrino Noce rappresenta un suggestivo punto di passaggio ai piedi della Verruca, dove il paesaggio fluviale della pianura lascia progressivamente spazio all’ambiente rurale e mediterraneo del Monte Pisano.
Lugnano
Lugnano
Un borgo di probabile origine romana
deve forse il proprio nome al Fundus Lunianus, un antico possedimento agricolo appartenuto a Luniano.
Nel centro del paese sorge la Chiesa dei Santi Quirico e Giuditta. Sul lato posteriore esterno dell’edificio sono ancora visibili due teste di leone di origine medievale, mentre l’interno, a navata unica con volta a botte, conserva un organo del 1840.
Nei pressi del borgo si trova inoltre la Chiesa di San Giorgio, di origine trecentesca, più volte ristrutturata e successivamente ricostruita in forme romaniche.
Per il pellegrino Lugnano costituisce uno dei piccoli borghi storici attraversati dalla variante di pianura, lungo il percorso ai piedi del Monte Pisano.
Cucigliana
Cucigliana
borgo di probabile origine romana, è documentata nelle fonti vescovili fin dal IX secolo.
Nel paese si conserva un campanile medievale, ornato da fregi in marmo, appartenuto all’antica Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, distrutta dalle piene dell’Arno. L’attuale chiesa, dedicata allo stesso santo, risale al Settecento e conserva al suo interno l’altare maggiore ottocentesco e alcuni dipinti.
Cucigliana fu inoltre conosciuta per la lavorazione della ceramica. Particolarmente caratteristica era la produzione dei cosiddetti “piatti neri all’uso di Genova”, stoviglie di terracotta verniciata, insieme ad altre forme di vasellame destinate anche al commercio nel Granducato di Toscana.
Per il pellegrino Cucigliana rappresenta una piccola testimonianza della storia rurale e artigianale dei borghi sviluppatisi lungo l’Arno, ai piedi del Monte Pisano.
San Giovanni alla Vena
San Giovanni alla Vena
Storico borgo situato tra le propaggini meridionali del Monte Pisano e l’Arno
A circa 3 km da Vicopisano. Le prime menzioni documentarie risalgono al X secolo. Secondo la tradizione, il nome deriverebbe da una presunta “vena” mineraria che si riteneva contenesse oro o altro materiale prezioso.
Fin dal Medioevo numerose famiglie pisane possedettero terre in questa zona; una presenza proseguita nei secoli e testimoniata ancora oggi da ville sette-ottocentesche, alcune circondate da ampi parchi.
Nel 1363 nei pressi del borgo si combatté tra le truppe pisane e quelle fiorentine la cosiddetta Battaglia del Bagno alla Vena.
San Giovanni alla Vena fu inoltre legato alla lavorazione della ceramica, tradizione condivisa con la vicina Cucigliana. Sopra l’abitato, in posizione panoramica, sorge l’Oratorio di Santa Croce, conosciuto come Oratorio del Castellare, uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio locale.
Per il pellegrino il borgo rappresenta un significativo punto di passaggio tra l’Arno e il Monte Pisano, lungo l’avvicinamento a Vicopisano.
Circolo l'Ortaccio
Circolo ARCI L'Ortaccio Vicopisano APS
Nel cuore di Vicopisano, il Circolo ARCI L'Ortaccio APS rappresenta un piacevole punto di sosta lungo il Cammino di Santa Giulia.
Qui il pellegrino può concedersi una pausa rilassante, gustare uno spuntino o una bevanda fresca e ritrovare le energie prima di affrontare la salita verso i Monti Pisani e la Val Graziosa. L'atmosfera conviviale e l'accoglienza tipica dei circoli di paese offrono un'autentica esperienza di vita locale.
Edicola di Santa Giulia
Edicola di Santa Giulia – Sul Monte Oro - Buti
Piccolo Manufatto dedicato a Santa Giulia
In memoria di un culto che in questo territorio affonda le proprie radici nel Medioevo.
La devozione alla santa era profondamente radicata nella comunità butese. Fino alla metà del Novecento, durante le tradizionali Rogazioni, la processione proveniente dalla Pieve di Santa Maria di Panicale raggiungeva proprio la località di Santa Giulia, dove veniva impartita la benedizione delle campagne, testimoniando la continuità di una devozione tramandata per generazioni.
Le fonti storiche confermano inoltre l'esistenza, in questo luogo, di una chiesa dedicata a Santa Giulia, documentata già in età moderna e ricordata dagli storici locali. Le visite pastorali del XVIII secolo attestano che la chiesa possedeva beni e rendite proprie e che vi erano celebrate annualmente le messe nella festa della santa. Anche documenti del Quattrocento ricordano la località con il toponimo "Santa Giulia", confermando l'antichità del culto.
Dell'antica chiesa oggi rimane soltanto la memoria storica, custodita dall'edicola votiva che continua ad accogliere i pellegrini lungo il Cammino, mantenendo vivo il legame tra il territorio di Buti e la santa martire.
Castel di Nocco Chiesa di San Michele Arcangelo
Chiesa di San Michele Arcangelo
Nell'antico borgo fortificato di Castel di Nocco, sorgono i suggestivi resti della Chiesa di San Michele Arcangelo
La chiesa è documentata fin dal 1276-1277 tra quelle appartenenti al Piviere di Buti, ma le sue origini sono probabilmente ancora più antiche e potrebbero risalire all'XI secolo, in relazione al castello medievale che controllava il valico tra la pianura pisana e i Monti Pisani. Alcune fonti collegano inoltre il sito alla presenza di un precedente luogo di culto di epoca romana, anche se questa ipotesi non trova conferme documentarie definitive.
Le visite pastorali del Quattrocento descrivono una chiesa ancora attiva, officiata dai sacerdoti dei paesi vicini e frequentata dagli abitanti del castello. Nel corso dei secoli l'edificio fu arricchito con nuovi altari e opere devozionali, rimanendo un importante punto di riferimento religioso per la comunità locale.
Gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale e successivamente colpita da un incendio, oggi della chiesa rimangono le robuste mura perimetrali, gli altari laterali in pietra serena e l'area presbiteriale. Priva della copertura, continua tuttavia a conservare un forte fascino e, nella bella stagione, viene ancora utilizzata per celebrazioni religiose all'aperto.
Buti
Buti – tra gli ulivi e memoria di Santa Giulia
Adagiato sul versante orientale dei Monti Pisani, Buti accoglie il pellegrino al termine della traversata tra boschi, antiche mulattiere e fortificazioni medievali. Il borgo conserva l'atmosfera dei paesi di collina toscani, con strette vie in pietra, piazzette raccolte e case che si sviluppano lungo il pendio dominato dal Castello Tonini.
Le origini di Buti sono antiche e strettamente legate al controllo delle vie di comunicazione tra Pisa e Lucca. Per secoli il paese fu terra di confine, contesa tra la Repubblica di Pisa e Firenze, e il suo territorio conserva ancora oggi castelli, chiese e testimonianze dell'organizzazione medievale del Monte Pisano.
Ma Buti occupa un posto speciale anche nella storia del Cammino di Santa Giulia. La documentazione storica attesta infatti l'esistenza di un'antica chiesa dedicata a Santa Giulia, dotata di beni e rendite proprie e ancora ricordata nelle visite pastorali del XVIII secolo. Fino alla metà del Novecento le tradizionali Rogazioni raggiungevano la località di Santa Giulia per la benedizione delle campagne, mantenendo viva una devozione tramandata nei secoli. Ancora oggi una piccola edicola votiva ricorda quel luogo di culto ormai scomparso.
Celebre per la produzione dell'olio extravergine d'oliva e per il suo centro storico ricco di scorci suggestivi, Buti rappresenta un luogo ideale dove concludere la giornata di cammino, ritrovando l'accoglienza di un borgo che conserva un profondo legame con la propria storia e con la memoria di Santa Giulia.
Fontanello
Fontanello di acqua potabile
lungo il percorso, utile per il rifornimento della borraccia.
Fontanello
Fontanello di acqua potabile
lungo il percorso, utile per il rifornimento della borraccia.
Località Caprona
Località Caprona
Piccola località adagiata sulle rive dell'Arno, Caprona è conosciuta per la sua antica torre medievale e per la storica Pieve di Santa Giulia.
La Torre di Caprona (o Torre degli Upezzinghi) richiama l'antico castello ricordato da Dante Alighieri nel Canto XXI dell'Inferno (vv. 94-96). Il poeta rievoca la resa dei difensori di Caprona dopo l'assedio delle forze guelfe, conclusosi il 16 agosto 1289. I versi sono generalmente considerati un ricordo autobiografico e fanno ritenere probabile la presenza dello stesso Dante all'episodio, poche settimane dopo la battaglia di Campaldino. La torre che oggi domina Caprona è una ricostruzione ottocentesca, sorta a memoria dell'antica fortificazione medievale
Pieve di Santa Giulia
Pieve e Foresteria di Santa Giulia
La Pieve di Santa Giulia rappresenta uno dei luoghi simbolo dell'intero Cammino.
Di origine medievale, conserva il legame con il culto della santa martire e con l'antica viabilità che attraversava queste colline tra Livorno e Pisa. Accanto alla chiesa sorge la Foresteria, punto di accoglienza dedicato ai pellegrini, dove è possibile trovare ospitalità e vivere un'esperienza di condivisione e spiritualità nel cuore del percorso.





