🍝 Cammino Gourmet
La Rubrica di Romeo Vestrini

Stufato di manzo alla birra scura: una domenica nella Bassa

Poche cose al mondo sanno rendere felice un camminatore quanto una bella giornata nella campagna della Bassa, una birra fresca in buona compagnia e un piatto fumante della tradizione italiana. Così è iniziata la mia ultima avventura gastronomica, tra amici, vento gelido e profumi di cucina casereccia che scaldano il cuore.


Una camminata nella Bassa e un’idea improvvisa

Da tempo alcuni amici di Ostiano mi invitavano a passare un weekend da loro. Vecchi compagni di camminate e di tavolate… e si sa, quando chiama la Bassa, io rispondo.

Sabato mattina arrivo in paese: sole limpido, aria tagliente e quella sensazione da “oggi si mangia bene”. In cucina stavano caricando la legna nella vecchia stufa economica, usata sia per cucinare che per riscaldare la casa.

Proprio in quel momento mi si accende una lampadina: senza dare troppe spiegazioni esco, mi incammino verso la macelleria di zona e incontro Luciano, maestro del coltello e delle battute taglienti.

«Che facciamo?» mi chiede con aria di sfida, mentre affila i coltelli come un samurai padano.

Io, senza esitare:
«Un bel Cappello del Prete per quattro. Bello abbondante, grazie.»

Il suo sguardo si illumina come un tizzone nel camino. Luciano inizia a raccontarmi le meraviglie di questo taglio di manzo: la vena centrale, la resa in cottura, la succosità, la scioglievolezza perfetta per bolliti, brasati, stufati e spezzatini.

Ed è lì che tutto ha preso senso: la stufa, il freddo, le campane della chiesa, il Cappello del Prete… e soprattutto la cassa di birra artigianale che avevo lasciato in macchina.

Idea lampo: preparerò uno stufato di manzo alla birra scura. E farò felici tutti i commensali.


Preparativi nella cucina di campagna

Torno a casa con il “trofeo” di Luciano e ci mettiamo subito al lavoro:

  • tagliamo la carne a bocconcini,
  • la sistemiamo in una grande casseruola di terracotta,
  • aggiungiamo cipolla, sedano, carote e pomodoro,
  • e poi lei, l’ingrediente che vale tutto il viaggio: la birra artigianale di Viadanica.

La pentola entra nella stufa e, lentamente, la casa si riempie di profumi antichi: carne, spezie, aromi che si mischiano alla legna umida e al vento gelido che batte fuori.

È una giornata splendida, e così decidiamo di fare ciò che un camminatore padano non rifiuta mai: una passeggiata lungo le rive dell’Oglio. Nel frattempo, lo stufato di manzo alla birra scura cuoce lento e beato per oltre 4 ore, come vuole la tradizione.

Il ritorno a casa: profumo di trattoria e fame devastante

Apriamo la porta e veniamo investiti da un profumo che ricorda le migliori trattorie di campagna. Lo stufato è perfetto: colore intenso, quasi porpora scuro, consistenza vellutata, carne morbidissima.

Lo accompagniamo con un purè caldo e – ovviamente – con le Birre Bionde Artigianali del Birrificio Viadanese:

  • dorata, opalescente, non filtrata,
  • schiuma compatta e abbondante,
  • note di malto e profumi fruttati con sentori di agrumi,
  • 5,8% vol. di pura goduria.

Ahhh, questa sì che è vita. La birra fresca, lo stufato che si scioglie in bocca, quel contrasto dolce–amaro che è pura poesia padana.


Romeo Vestrini e un gruppo di amici brindano con boccali di birra intorno a un tavolo rustico, accanto a una casseruola di stufato nella rubrica Cammino Gourmet.
Romeo Vestrini cammina al tramonto lungo le rive dell’Oglio con uno zaino, un bastone da trekking e una birra in mano, scena tipica del Cammino Gourmet.
Romeo Vestrini osserva lo stufato che cuoce su una stufa a legna in una cucina rustica, scena calda e tipica della rubrica Cammino Gourmet.
Romeo Vestrini solleva un boccale di birra ghiacciata seduto a un tavolo di legno in un ambiente rustico, immagine ufficiale della pagina Team del Cammino di Santa Giulia.

🧑‍🍳 Come si prepara lo stufato di manzo alla birra scura

Un piatto semplice, lento, ma di una soddisfazione imperiale. Ecco la mia versione con Cappello del Prete, perfetta per le giornate fredde nella Bassa.

Ingredienti principali

  • Cappello del Prete (manzo) tagliato a bocconcini
  • Birra scura artigianale
  • Cipolla, sedano, carota
  • Pancetta a cubetti
  • Burro e olio extravergine d’oliva
  • Concentrato di pomodoro e zucchero di canna
  • Aglio, prezzemolo, salvia, alloro
  • Paprika, cumino, peperoncino (facoltativo)
  • Brodo caldo, sale e pepe q.b.

Preparazione passo per passo

  1. Rosolare la carne.
    Tagliate la carne a bocconcini di medie dimensioni. Scaldate un giro d’olio in una casseruola capiente e fate rosolare la carne a fuoco medio per qualche minuto, fino a doratura uniforme. Togliete la carne e tenetela da parte.
  2. Preparare il fondo di verdure.
    Nella stessa casseruola aggiungete il burro, la cipolla affettata, il sedano privato dei filamenti e tagliato a fettine, la carota a rondelle e la pancetta a cubetti. Fate rosolare per pochi istanti, poi unite alcune foglie di salvia, il concentrato di pomodoro, lo zucchero di canna, un trito fine di aglio e prezzemolo. Insaporite con paprika, cumino e foglie di alloro, quindi deglassate il fondo con un po’ di birra scura.
  3. Cottura con birra e brodo.
    Rimettete la carne in casseruola, salate e pepate. Aggiungete un mestolo di brodo caldo e la birra rimanente. Se vi piace, unite un peperoncino piccante tagliato a fettine.
  4. Cottura lenta e paziente.
    Proseguite la cottura lenta per almeno 4 ore in stufa, oppure circa 2 ore e mezzo in forno moderno a temperatura moderata, finché la carne risulta tenera. Se necessario aggiungete altro brodo caldo per mantenere sempre umida la preparazione. La terrina di terracotta è ideale, ma va bene anche una buona casseruola tradizionale.
  5. Servire.
    Trascorso il tempo di cottura, regolate di sale se necessario. Servite lo stufato di manzo alla birra scura ben caldo, accompagnato da purè di patate o polenta e, naturalmente, da una birra artigianale fresca.

Buon Appetito!

Romeo Vestrini – Il Camminatore Culinario del Cammino di Santa Giulia

Autore

  • Romeo Vestrini

    Non cerco record, cerco storia, risate e una trattoria onesta a fine tappa. Diciamocelo chiaramente: cammino per togliermi i rimorsi della buona tavola