Spedale di s. Pellegrino e b. Bianco

San Pellegrino in Alpe – Storia e passaggio sul Cammino di Santa Giulia

San Pellegrino in Alpe, frazione divisa tra i comuni di Castiglione di Garfagnana (LU) e Frassinoro (MO), si trova a 1525 metri s.l.m. ed è uno dei borghi abitati più alti dell’intero Appennino.
Il suo nucleo storico è nato attorno allo Spedale per pellegrini (xenodochio), punto di passaggio strategico sin almeno al 623 d.C., lungamente conteso tra Lucca e Modena, con occasionali occupazioni reggiane e pisane.

Il recente ritrovamento di un tesoretto di età almeno romana repubblicana, oggi esposto al MuGar di Pieve Fosciana, insieme all’antico toponimo Monte Leto, fa supporre la presenza di un luogo sacro già in età
ligure-apuana e romana
.

In epoca medievale e rinascimentale, con lo sviluppo dei commerci e della devozione, accanto all’originario “ospitale” a gestione agostiniana sorsero un santuario dedicato ai Santi Pellegrino e Bianco e un albergo di fondazione estense.

San Pellegrino in Alpe sul Cammino di Santa Giulia

Oggi San Pellegrino in Alpe conserva il primato di abitato più alto dell’Appennino  vanta uno dei primi musei etnografici della zona ed è considerato uno dei punti di passo più antichi tra Toscana ed Emilia.
Rappresenta uno snodo fondamentale per il Cammino di Santa Giulia, proprio nel punto in cui il tracciato del CSG si sovrappone all’antica via Clodia.

Bassorilievo medievale con due figure scolpite, conservato nell’area devozionale di San Pellegrino in Alpe, lungo il Cammino di Santa Giulia.

Bassorilievo medievale conservato a San Pellegrino in Alpe.

⛪ Il Santuario dei Santi Pellegrino e Bianco

Cuore spirituale di San Pellegrino in Alpe, il Santuario dedicato ai
Santi Pellegrino e Bianco è un luogo di culto antichissimo, ancora oggi frequentato da
pellegrini e visitatori, soprattutto durante la stagione estiva. Un elemento singolare è che
l’edificio sacro è attraversato dalla linea di confine tra il comune toscano di
Castiglione di Garfagnana e quello emiliano di Frassinoro, riflettendo la lunga storia di questo
valico come punto di incontro, scambio e transito.

Il primo documento che menziona una cappella dedicata ai due santi risale al
1110: secondo la tradizione, Pellegrino e Bianco avrebbero trascorso qui
parte della loro vita eremitica, fino alla morte. L’area era già in epoca medievale un nodo
di passaggio fondamentale lungo la via Bibulca, la storica direttrice che collegava
l’Emilia alla Toscana.

Accanto al santuario si trova lo xenodochio (ospitale) medievale, un luogo di
accoglienza indispensabile per pellegrini, mercanti e viandanti che attraversavano questi
monti in condizioni spesso difficili. Nella prima metà del XIII secolo il complesso fu
oggetto di importanti lavori di restauro e ampliamento, segno del suo crescente ruolo
religioso e strategico.

A testimoniare la vitalità artistica del luogo, nel 1469 lo scultore lucchese
Matteo Civitali completò un raffinato tempietto sepolcrale destinato a ospitare
le reliquie dei santi Pellegrino e Bianco: un’opera di grande pregio, che ancora oggi
impreziosisce l’interno del santuario e ne racconta la lunga continuità culturale e spirituale.

Per chi percorre il Cammino di Santa Giulia, il Santuario rappresenta una tappa
profondamente simbolica: un luogo dove storia, devozione popolare e cammini antichi –
come la via Clodia e la via Bibulca – si intrecciano in un’unica esperienza.

Per approfondire: SAN PELLEGRINO IN ALPE TRA LEGGENDA E STORIA

Ritratto romantico di Percy Bysshe Shelley ambientato tra i monti di San Pellegrino in Alpe, lungo il Cammino di Santa Giulia.

Shelley in un’interpretazione romantica, ispirata al suo storico passaggio a San Pellegrino in Alpe.

📜 Curiosità – Shelley e San Pellegrino in Alpe

Pochi sanno che anche il grande poeta inglese Percy Bysshe Shelley attraversò
San Pellegrino in Alpe durante uno dei suoi viaggi in Italia. Nel suo diario
descrisse l’Appennino come un luogo “selvaggio e vasto, dove l’uomo sembra un ospite
e non un padrone”, lasciando una delle testimonianze più affascinanti del Romanticismo europeo.

Shelley e la moglie Mary Shelley, celebre autrice di Frankenstein, rimasero
colpiti dall’ospitalità dei montanari e dall’atmosfera mistica del santuario, allora tappa
obbligata tra Modena e la Garfagnana. Il poeta annotò che il complesso “pare sospeso tra
le nuvole e la terra”, impressione condivisa ancora oggi da chi raggiunge il valico.

Questo episodio aggiunge un tocco letterario e romantico alla storia del luogo e
dimostra come San Pellegrino in Alpe sia stato per secoli crocevia di pellegrini, mercanti,
soldati, poeti e viaggiatori da tutta Europa.

Fonte: Paolo Fantozzi > Percy Bysshe Shelley nella nostra terra

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