Convegno al Teatro di Bartolo... il primo passo

Collaborazione con Gulli Linux

Convegno Parco S. Giulia la colomba di monchio

Forum Europeo degli Itinerari Culturali

Direttivo Palazzo Pretorio

Convegno Bientina

Convegno sala consiliare Comunale

convegno Villabasilica sala comunale

Affiliazione Locanda Cialamina

Il Progetto

Il Cammino di Santa Giulia: L’Unico Itinerario Ufficiale e Riconosciuto

L’Associazione e il Progetto

L’Associazione “Il Cammino di Santa Giulia” APS è l’ente ufficiale e riconosciuto che si dedica alla progettazione, realizzazione e gestione di un itinerario storico, naturalistico e spirituale di respiro internazionale. Costituita il 27 maggio 2017 a Buti (PI) e formalizzata a Monchio (MO) 12/08/2017, l’Associazione è stata formalmente riconosciuta e patrocinata il 17 giugno 2017 dalla Venerabile Arciconfraternita del SS. Sacramento e di Santa Giulia, un’antica istituzione di laici fondata nel XIII secolo nella città di Livorno, di cui Santa Giulia è patrona.

Il progetto rievoca la traslazione delle spoglie della Santa, avvenuta nel 762 d.C. per volere dei sovrani longobardi Desiderio e Ansa. È l’unico percorso a ripercorrere in modo evocativo questo evento storico, testimoniato dalla presenza di antiche pievi e chiese dedicate alla Santa.

Riconoscimenti Ufficiali e Affiliazioni

La serietà e il valore del nostro lavoro sono garantiti e certificati da importanti riconoscimenti e affiliazioni:

    • Ministero del Turismo: Il “Cammino di Santa Giulia” è stato ufficialmente inserito nel **Catalogo dei Cammini Religiosi Italiani** con protocollo n.0025710/33 del 5 ottobre 2023.
    • Regione Toscana: È riconosciuto come “Prodotto Turistico Omogeneo (PTO) regionale”, frutto di una convenzione tra i 16 Comuni aderenti.
    • Regione Emilia Romagna: Provincia di Modena firmato il Protocollo d’Intesa delibera del Consiglio Provinciale n.51 del 26/07/2024.
    • Regione Lombardia: L’itinerario fa parte della “Rete Escursionistica della Lombardia (REL)” all’interno del progetto “LinC – Lombardia in Cammino”.
    • Affiliazioni Culturali: Siamo affiliati a realtà di prestigio come l’Istituto Storico Lucchese, l’Associazione “Italia Langobardorum” e “Associazione Longobardia; Longobard Ways across Europe” .

    Il Percorso e la sua Valenza

    l cammino si estende su tre regioni (Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia), collegando Livorno a Brescia. Si snoda per lo più su sentieri preesistenti, valorizzando i territori, le tradizioni e le usanze locali. È un itinerario lento, percorribile a piedi, in bicicletta (con varianti come quella che si sovrappone alla Ciclovia dell’Oglio) e a cavallo, grazie anche alla creazione della sezione equestre “I Cavalieri di Santa Giulia”, ufficializzata il 14 giugno 2023 a Collesalvetti (LI) e al lavoro dei Cavalieri del Pegaso Trekking di Collesalvetti che hanno disegnato e testato l’Ippovia del CSG.

    La Dimensione Internazionale: Il Ponte con la Corsica

    Il nostro impegno si estende alla Corsica, terra del martirio della Santa. Un primo gemellaggio ufficiale con la Confraternita di Sant’Antone Abbate di Speloncato e la successiva fondazione dell’associazione corsa “U Chjassu di Santa Ghjulia” costituita a Speloncato e formalizzata a Calvì il 24 agosto 2023, testimoniano la nostra volontà e il nostro lavoro per connettere il Cammino con l’isola. L’obiettivo è avviare un primo tracciato inizialmente nella Corsica del Nord, che in questa prima fase collegherà Calvì a Nonza e Bastia, in modo da unire il percorso con l’itinerario italiano.

  •  

    NOTA IMPORTANTE

    L’Associazione “Il Cammino di Santa Giulia” APS è l’unico ente riconosciuto dalle istituzioni pubbliche e dagli enti ecclesiastici per la realizzazione, la gestione e la promozione del Cammino di Santa Giulia. Pertanto, diffidiamo chiunque pubblichi o organizzi iniziative analoghe non avallate o affiliate alla nostra associazione, in quanto non detengono i titoli necessari per operare a nostro nome. I nostri materiali testuali e grafici sono depositati e protetti.

Le radici del Cammino: Una storia millenaria di fede e coraggio

Ogni grande viaggio ha un’anima, e quella del Cammino di Santa Giulia affonda le sue radici in una storia millenaria che unisce fede, martirio e una delle pagine più affascinanti dell’epoca longobarda. Il nostro itinerario non è solo un percorso, ma il racconto di un’avventura spirituale lunga secoli, narrata attraverso i paesaggi e i luoghi di culto.

La Storia di Santa Giulia: Dalla Cartagine alla Corsica

Le fonti agiografiche raccontano di Giulia, una giovane nativa di Cartagine venduta come schiava. Durante un viaggio in Corsica, si rifiutò di compiere sacrifici pagani e per il suo coraggio fu torturata e crocifissa. Degli angeli avvisarono i monaci dell’Isola della Gorgona, che si recarono sull’isola, raccolsero il suo corpo e lo seppellirono il 22 maggio, giorno in cui ancora oggi si celebra la Santa.

La Traslazione Longobarda: Un Ponte tra Gorgona e Brescia

L’evento cruciale che dà vita al nostro Cammino avvenne nel 762 d.C., quando la regina Ansa e il re Desiderio ordinarono la traslazione del “corpus” di Santa Giulia dalla Gorgona a Brescia. Questo episodio si distingue dagli altri per un motivo unico: fu una donna, la regina Ansa, a dare un ordine perentorio per il trasferimento delle reliquie. Le reliquie furono deposte nel monastero femminile da loro fondato a Brescia, dove la figlia Anselperga era badessa.

Le Tracce di una Fede Diffusa

Sebbene non vi siano tracce materiali dirette del passaggio longobardo, la diffusione del culto di Santa Giulia è testimoniata da una serie di antiche pievi a lei intitolate lungo il percorso. La loro presenza suggerisce che il culto fosse già radicato fin dalla prima età longobarda. Un esempio è la chiesa di Santa Giulia a Lucca, nei cui pressi è stata rinvenuta una ricca sepoltura longobarda della metà del VII secolo.

Il Cammino di Santa Giulia: Un’esperienza di connessione

Su queste solide basi storiche si fonda il progetto del **Cammino di Santa Giulia**. Un **itinerario spirituale** ed **evocativo** che unisce tutte le località di devozione alla Santa. Percorrendo questo cammino, si attraversano non solo paesaggi suggestivi, ma anche luoghi (pievi e chiese) dove la fede e la storia hanno lasciato un segno profondo. In alcune di queste località, come Livorno, Monchio (MO) e Brescia, sono conservate reliquie che rendono il percorso un vero e proprio pellegrinaggio.

Questo cammino è un’opportunità per riscoprire il paziente lavoro dell’uomo, che ha plasmato il territorio nel corso dei secoli, e per immergersi in un’esperienza che unisce patrimonio storico, culturale, artistico e naturale in un’unica, straordinaria avventura.

Il Cammino di Santa Giulia: Un’esperienza tra Toscana e Storia

Il Cammino di Santa Giulia si presenta come una nuova e significativa realtà nel panorama dei sentieri italiani. Non è solo un percorso di fede, ma anche un’esplorazione che celebra il profondo legame storico e spirituale di Santa Giulia con la Toscana.

Questo itinerario unico connette luoghi di culto e devozione dedicati a una Santa che, pur martirizzata in Corsica, si può a buon diritto definire “toscana” per via della sua storia. Le sue spoglie, infatti, furono sepolte nell’Isola della Gorgona, un territorio che le fonti storiche attestano essere stato luogo di un antico insediamento monastico.

Nel 762 d.C., per volere degli ultimi sovrani longobardi, Ansa e Desiderio, il “corpus” della Santa fu traslato a Brescia, un evento che ha segnato la storia e la diffusione del suo culto. Nonostante il suo martirio sia avvenuto in Corsica, il legame con la Toscana è indissolubile, e ancora oggi Santa Giulia è la patrona della città di Livorno.

Il Cammino di Santa Giulia ti invita a scoprire questa affascinante storia e a connetterti con un patrimonio di fede e cultura che attraversa secoli di storia.

Lucca: Il cuore del culto di Santa Giulia e il crocevia della storia

Tra le tappe più significative del Cammino di Santa Giulia, la città di Lucca emerge come un punto focale per la storia del culto della Santa. Lucca, un gioiello romanico impreziosito da elementi gotici, è stata un crocevia fondamentale per la diffusione della devozione, tanto da poter essere definita, a buon diritto, la “madre della Via Francigena”.

La sua importanza è storicamente attestata: la chiesa di Santa Giulia, che sorge in città, fu fondata entro la metà del VII secolo. La sua antichità è stata confermata dal rinvenimento, a metà dell’Ottocento, di un ricco corredo funebre longobardo presso la facciata, a testimonianza di come il culto di Santa Giulia si fosse già radicato a Lucca in un’epoca così remota.

Da Lucca, infatti, il culto si diffuse a macchia d’olio in tutta la Tuscia, dalla costa fino al confine meridionale a Sutri. Successivamente, dopo la traslazione delle reliquie a Brescia, il monastero che da lei prese il nome divenne il centro di una seconda ondata di diffusione, che si irradiò fino alla Baviera e alla Catalogna. Lucca, con la sua posizione strategica, non fu solo uno snodo stradale, ma un vero e proprio epicentro per la circolazione agiografica e liturgica.

L’itinerario del Cammino di Santa Giulia da Lucca prosegue verso Pieve dei Monti di Villa, attraversa il crinale dell’Appennino fino a Monchio (MO) e, dopo aver disceso la pianura padana, si conclude a Brescia. In questo modo, il Cammino unisce in un unico percorso le località e le antiche pievi intitolate alla Santa, valorizzando la loro storia, cultura e arte.

i luoghi di santa Giulia in Toscana

1) S. Giulia nel Rosellano (?); 2) Porto Pisano; 3) Caprona; 4) Buti; 5) Lucca;
6) Controne; 7) Noceto
a) Nonza (il paese in Corsica indicato come luogo del martirio); b) Gorgona

I Longobardi

 

Un tracciato evocativo: Storia, Fede e Natura

Il Cammino di Santa Giulia nasce da un fatto storico e si sviluppa come un progetto che unisce storia, natura e spiritualità. La sua origine risiede nella traslazione longobarda del 762 d.C., quando il “corpus” di Santa Giulia arrivò dall’Isola della Gorgona a Brescia per volontà della regina Ansa.

Il tracciato non è stato pianificato a tavolino, ma è il frutto di un’esperienza diretta sul campo, maturata attraverso i cammini intrapresi negli anni 2011, 2012 e 2014. Questa conoscenza ha permesso di costruire il percorso su solide basi, raccogliendo un bagaglio di informazioni e conoscenze locali indispensabile per dare vita a quello che oggi è il Cammino.

I luoghi della devozione: i capisaldi del percorso

I veri punti fermi del Cammino sono i luoghi dedicati a Santa Giulia. Questo concetto è il cardine su cui l’itinerario si snoda e si è evoluto nel tempo. L’identificazione e la mappatura di queste località hanno permesso di definire il percorso, che si snoda attraverso una serie di antiche Pievi e Chiese, vere e proprie testimonianze storiche sul territorio. I “campanili” diventano così i capisaldi di questo viaggio.

Ecco i luoghi di devozione che rappresentano i cardini del Cammino:

  • Livorno: Chiesa di S. Giulia e sede dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento e di S. Giulia.
  • Cenaia (PI): Oratorio di Sant’Andrea lapide settecentesca dedicata a Santa Giulia,
  • Caprona (PI): Pieve di S. Giulia.
  • Buti (PI): Cappella di S. Giulia al Monte S. Agata e chiesa di S. Maria della Neve a Panicale Alto.
  • Lucca: Chiesa di S. Giulia.
  • Pieve di Monti di Villa, Bagni di Lucca (LU): Pieve di S. Giovanni, già di S. Giulia.
  • Monchio, Palagano (MO): Pieve di S. Giulia.
  • Rubiera (RE): Oratorio di S. Nicola da Tolentino già S. Giulia
  • Migliarina di Carpi (MO): Chiesa di S. Giulia.
  • Campagnola di Novellara (RE): Pilastrino Votivo a S. Giulia.
  • Cicognara, Viadana (MN): Chiesa di S. Giulia.
  • Cividale Mantovano (MN): Chiesa di S. Giulia.
  • Alfiano Vecchio (MN): Chiesa di S. Giulia.
  • Brescia: Monastero di S. Salvatore e S. Giulia
  • Brescia: Chiesa di S. Giulia nel villaggio Prealpino.

Un cammino spirituale, per il corpo e per l’anima

Il Cammino di Santa Giulia è molto più di un semplice itinerario storico o naturalistico; è un’esperienza aperta a tutti e che può essere vissuta in modi diversi. Camminare in solitaria, immersi nel silenzio della natura, diventa un’occasione per la riflessione e l’introspezione. La lentezza del passo e lo scorrere del tempo sono strumenti preziosi per il benessere e la crescita personale.

Soprattutto, il Cammino è un viaggio della fede. Non si limita a unire luoghi fisici, ma crea una connessione spirituale che si rafforza attraverso la preghiera e la meditazione. Le chiese di Livorno, Monchio e Brescia custodiscono le reliquie della Santa, offrendo ai pellegrini un’opportunità unica per approfondire il senso più profondo del pellegrinaggio.

Dall’idea all’Associazione, fino al Progetto

Il Cammino di Santa Giulia è un’iniziativa che si è sviluppata da un’intuizione iniziale fino a diventare un progetto organico, supportato da una struttura associativa solida. La prima fase, cruciale per la sua definizione, ha riguardato l’individuazione e la mappatura di un tracciato evocativo che ripercorresse la storia della traslazione delle spoglie della Santa. Questo lavoro preparatorio ha permesso di dare forma a un itinerario che unisce storia, fede e natura in un percorso coerente.

Oggi, il Cammino si integra perfettamente con la rete escursionistica esistente in Italia, proponendo un itinerario di 557 km che collega la città di Livorno a Brescia. Il percorso è stato pianificato con attenzione, suddiviso in 31 tappe giornaliere per garantire una percorrenza accessibile a un ampio pubblico.

Contesto Interregionale

Il progetto ha una portata interregionale e coinvolge in maniera significativa tre diverse regioni italiane:

  • Toscana
  • Emilia-Romagna
  • Lombardia

Attraversando un totale di 8 province e coinvolgendo la collaborazione di circa 83 Amministrazioni Comunali, il Cammino di Santa Giulia si configura come un’iniziativa che non solo valorizza il patrimonio culturale e spirituale, ma funge anche da volano per lo sviluppo locale e la promozione di un turismo lento e consapevole.

 

Autore

  • Carlo Picchietti

    “La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne ma interne.”
    Paramahansa Yogananda