Caprona

Caprona la Pieve S. Giulia

Caprona la Pieve S. Giulia

la Torre di Caprona

Badia S. Savino

Badia S. Savino

Tappa T002 CSG Coltano Caprona

List   

Information
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Lf Hiker | E.Pointal contributor

T002 CSG 17   

Profile

50 100 150 200 5 10 15 Distance (km) Elevation (m)
No data elevation
Name: No data
Distance: No data
Minimum elevation: No data
Maximum elevation: No data
Elevation gain: No data
Elevation loss: No data
Duration: No data

Description

Tappa 002 – 2018
Cammino di S. Giulia

Abbazia San Savino   

Latitude: 43° 41' 40"
Longitude: 10° 27' 38"

Description

Badia di San Savino
Abbazia di San Savino
Un documento attesta la datazione al 780 d.C. e riguardava la fondazione del monastero di S. Savino di origine longobarda, inizialmente collocata nella riva destra dell’Arno, venne ricostruito a seguito di un alluvione, nella riva opposta spostandone la posizione molto più a sud. La ricostruzione dell’edificio sacro nel luogo attuale è documentata da una pergamena che riporta l’atto di vendita dell’abate Guido di alcuni terreni presso Oratoio il 10 gennaio 1122. Il suo vasto patrimonio fondiario si estendeva oltre che alla campagna circostante anche a Coltano ove possedeva una vasta tenuta con una fornace per le terraglie, lo sfruttamento delle cave e delle saline di Vada.

Chiesa di S. Stefano a Pettori   

Latitude: 43° 42' 05"
Longitude: 10° 27' 53"

Description

Chiesa_S_Stefano_Pettori
Chiesa di S. Stefano 
Ubicata nella frazione di Pettori, la chiesa è posta sulla riva sinistra dell’Arno, parte del piviere di San Lorenzo alle Corti documentato dal 1275/76. La facciata principale, con copertura a capanna, è realizzata in blocchi squadrati di pietra calcarea. l’interno è composto da un’unica navata con abside, eseguito nel XV sec.

Chiesa di San Jacopo a Zambra   

Latitude: 43° 42' 20"
Longitude: 10° 29' 43"

Description

Chiesa di Sa Jacopo Zambra
Chiesa di San Jacopo a Zambra
Particolare e rara un vero gioiello dell’architettura alto medievale sul itinerario. Faceva parte del Piviere di San Lorenzo alle Corti legata sin dall’antichità alla viabilità. La struttura architettonica risulta databile al IX secolo, si consiglia di visitare l’interno, presenta un singolare nel ciclo di iscrizioni con simbologia paleocristiana che decorano la zona dell’abside. Fra i disegni notiamo la presenza di vari pesci (pisciculi erano chiamati i primi credenti), alcuni dei quali coronati. Costituita da un’unica aula rettangolare mono-absidata, conserva le tracce visibili di sette pavimentazioni. Il campanile fu edificato nel XIII secolo.

Chiesa S. Maria di Zambra   

Latitude: 43° 41' 55"
Longitude: 10° 29' 42"

Description


Parrocchia S. Maria Zambra

La località di Zambra sorta sulla riva destra dell’Arno, là dove un tempo era la confluenza del torrente Zambra, fin dai secoli VIII-IX ebbe due chiese, quella di San Iacopo «in castello», dipendente dalla Pieve di S. Lorenzo alle Corti, e quella di Santa Maria, dipendente dalla Pieve di S. Cassiano.

Torre degli Uppezzinghi   

Latitude: 43° 42' 26"
Longitude: 10° 30' 25"

Description


La torre degli Uppezzinghi
La torre sovrasta Caprona, oggi vediamo la copia ottocentesca di quello che era la posizione dell’antico castello gia in uso dalla metà del XI secolo e distrutto dai Fiorentini nel 1433. Il castello di Caprona subì una sortita ad opera della lega guelfa di Toscana, formato soprattutto da Lucchesi e Fiorentini il 16 agosto del 1289 che assalì e le truppe ghibelline del comune di Pisa, allora retto da Guido di Montefeltro, che vide i primi vincere dopo un assedio durato otto giorni. Citata anche da Dante Allighieri nel canto XXI dell’inferno della Divina Commedia vv. 94-96 e si compiace ripensando ai ghibellini sconfitti, usciti dal castello tra le schiere dei vincitori: Il sommo poeta così recita: Per ch’io mi mossi e a lui venni ratto; e i diavoli si fecer tutti avanti, sì ch’io temetti ch’ei tenesser patto; così vid’ïo già temer li fanti ch’uscivan patteggiati di Caprona, veggendo sé tra nemici cotanti. (Inferno, XXI, 94-96) L’episodio fa riferimento alla paura che i soldati pisani, usciti “patteggiati” cioè dopo aver negoziato la resa, mostravano di fronte alla numerosa schiera di soldati fiorentini.

Pieve di S. Giulia a Caprona   

Latitude: 43° 42' 43"
Longitude: 10° 30' 05"

Description


Pieve di Santa Giulia

Antica e Bellissima conserva perfettamente lo stile romanico originario, la prima datazione documentata è del 1096 ma l’origine dell’edificio è molto più remoto, così come emerse durante gli scavi effettuati negli anni settanta del 1900. Infatti risulta edificata sui resti di una chiesa risalente al IX-X secolo. L’attuale struttura è la risultante dei lavori del XII secolo che portarono all’ampliamento dell’edificio a tre navate rispetto alle due originarie. 


Foresteria del Cammino di S. Giulia   

Latitude: 43° 42' 43"
Longitude: 10° 30' 03"

Description

 Foresteria Ufficiale del CSG

Inaugurata il 27 Maggio 2018 è la seconda foresteria ufficiale del Cammino, è la casa canonica della Pieve di S. Giulia già gestita dal gruppo “Giorno dopo Giorno” può contenere 40 persone l’edificio è diviso su due piani è munita di una cucina attrezzata gestita, due bagni, due saloni di media grandezza e quattro camerate con letti a castello, per circa 9 persone l’una. La casa è situata molto vicino al paese, ma in mezzo ai campi ed alla natura, in un luogo molto tranquillo ideale per un momento di raccoglimento.


B&B Glicine e Luna   

Latitude: 43° 41' 57"
Longitude: 10° 29' 05"

Description

B&B Glicine e Luna

Centro Radio Marconi   

Latitude: 43° 38' 35"
Longitude: 10° 24' 09"

Description


Centro Radio Guglielmo Marconi a Coltano

Fu una delle prime stazioni radio intercontinentali creata da Guglielmo Marconi.

In questa zona pianeggiante nel 1903 Marconi decise di iniziare la costruzione della stazione radio, con un trasmettitore a scintilla, e il 13 novembre 1910 inviò, per la prima volta in assoluto, un messaggio radio che dall’Europa raggiunse l’Africa.

L’ inaugurazione vera e propria avvenne però alla presenza del re Vittorio Emanuele nel 1911 con la trasmissione verso Massaua (Etiopia) e Glace Bay (Canada).

Tra il 1919 e il 1924 la stazione venne ulteriormente ampliata e migliorata fino a diventare la stazione radio intercontinentale più potente d’ Europa.

Nel periodo compreso tra il 1924 e il 1930 il centro radio fu gestito da una società privata, la Italo Radio, seguita poi dalla gestione del Ministero delle Poste. Dal 1952 negli spazi adiacenti la Rai ha installato due trasmettitori in onda media.

Dati Tecnici

Quota Max

15 m

Salita

98 m

Quota min

-1 m

Discesa

93 m
Agosto 22, 2018

T002 Cammino di Santa Giulia Coltano Caprona

(1)
  • Author: Carlo Picchietti
  • Created: Agosto 22, 2018
  • Updated: Giugno 16, 2019
Route type: Cammino a piedi
Difficulty grade: Pianeggiante
  • Distanza 11.33 km
  • Tempo 3 h 52 min
  • Velocità 4.0 km/h
  • Altitud. minima -1 m
  • Quota Max 14 m
  • Salita 109 m
  • Discesa 105 m

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Distanza

15 km

Tempo Totale

03:50:00 h

Da Coltano a Caprona

Ci siamo! Lentamente il CSG si svela… davanti i monti Pisani

Scoprire camminando… è proprio questa l’essenza che passo dopo passo ci trasporta in un lento calarsi tra sensazioni e atmosfere uniche, così come sono unici i paesaggi che caratterizzano ogni itinerario del cammino.

Davanti a noi il profilo è netto, sono i monti Pisani, a mano a mano che ci aviciniamo i colori del paesaggio, intorno a noi, cambiano, mutano, si intensificano.

Attraversando la dorata campagna di Coltano ci avviciniamo a Titignano nel Comune di Cascina, ma non prima di soffermarci ad ammirare alcune perle della storia toccate dall’itinerario.

Infatti, appena lasciata la villa Medicea di Coltano, si consiglia di fare una piccola deviazione, così da giungere alla prima stazione radio intercontinentale, costruita da Guglielmo Marconi o almeno quello che ne resta.

Questi sono itinerari semplici non impegnativi, ci permettono di soffermarci nei luoghi dove passiamo, così da avere il tempo ideale per guardare e riflettere, anche se a volte però conviene guardare più con i sensi che con gli occhi.

Infatti è abbastanza deludente vedere come un sito di interesse scientifico e storico versi in un completo stato di abbandono strutturale, quindi è meglio meditare su quello che fu nel passato.Proprio da questo rudere, Guglielmo Marconi, nel primo decennio del novecento, lancio il primo impulso radio con l’Africa e il Canada. (Fonte)

Proseguendo sul cammino si giunge a Montione, una località posta nel Comune di Cascina, sul orizzonte adesso sovrasta l’Abbazia di San Savino, comunemente chiamata Badia, è un imponente ed importante edificio posto su un rilevato.

Racchiusa da una cinta muraria a fortificazione, formata da antichi caseggiati, è la bellissima Pieve romanica a navata unica, altomedioevale, datata tra il 1118 1134, faceva parte di un monastero di origine longobarda, formato nel 780 d.C.

Il monastero di San Savino fu eretto nel 780 in prossimità di Riglione per volontà dei tre fratelli longobardi, Gumperto, Ilderberto e Gumprando figli di Aricauso.

Le frequenti inondazioni dell’Arno e il crollo dell’edificio tra il 1115-1116, ne suggerirono la ricostruzione sull’attuale terrapieno: la consacrazione avvenne il 29 aprile 1134 alla presenza di papa Innocenzo II. (Fonte)

La chiesa di Santo Stefano è posta nella frazione di Pettori nel Comune di Cascina. Faceva parte del piviere di San Lorenzo alle Corti documentata dal 1275/76. Edificio in stile romanico composto da un’unica navata con abside. (Fonte)

Camminando sull’argine del fiume Arno si giunge a Zambra, situata nella piana del”Arno, prende il nome da un corso d’acqua che defluisce da Montemagno attraversando la valle di Calci.

Rammentano il torrente Zambra varie carte dell’Archivio Arcivescovile di Pisa, in una delle quali, del 12 novembre 964, pubblicata dal Muratori, è citato il rio di Sambra di Montemagno nei contorni di Rezzano (oggi Nicosia).

La chiesa di Sant’Jacopo a Zambra così come citata “Curte de S. Torpie in Sambra”, in una trascrizione risalente al 780.

In un documento del 1277 si attesta che nella stessa zona esistevano due centri abitati: uno di S. Iacopo e l’altro di Santa Maria, situati tra Navacchio e Caprona; erano separati l’uno dall’altro dal torrente Zambra, che scorreva in mezzo scendendo dalla valle di Calci verso l’Arno, dove confluiva nei pressi di Navacchio. (fonte)

Un raro esempio di chiesa altomedioevale, Sant’Jacopo all’interno presenta una pittura murale unica nel suo genere, con figurazioni simboliche e iscrizioni di ispirazione paleocristiana. Ricoprono la parte centrale della zona absidale, lungo la navata sinistra, legarsi al dito di concordare una visita guidata è una piccola chiesetta in stile romanico davvero particolare, da non perdere assolutamente,

Il Ponte “nuovo” di Bocca di Zambra, il Comune di Vicopisano attraverso un recente restauro, ha realizzato una bella pista pedonale, che consente in tutta tranquillità di percorrere il tratto ammirando la vista dell’Arno e sullo sfondo, la Torre simbolo di Caprona.

La Torre degli Uppezzinghi sovrasta caprona sullo sperone roccioso, quella che vediamo oggi è una copia ottocentesca, in scala ridotta, della posizione dell’antico castello del XI sec distrutto dai Fiorentini nel 1433.

Dante Allighieri, prese parte alla battaglia di Caprona del 1289 citando questa esperienza nella Divina Commedia nel XXI canto dell’inferno vv. 94-96. (fonte)

La Pieve di S. Giulia a Caprona, dopo il ponte sull’Arno ancora pochi metri ci dividono dall’arrivo. La meta di questo itinerario è la meravigliosa Pieve, ci appare con tutta la sua bellezza, una architettura che conserva intatti tutti i tratti dello stile romanico.

Un piccolo viale alberato di ulivi e cipressi in un contesto di natura, ci conducono alla Pieve, la campagna e il silenzio sono la cornice; infatti è un piccolissimo borgo formato da qualche edificio che insieme al cimitero circondano la chiesa, un isola fuori dal nucleo urbano, circondata da campi coltivati, questa posizione privilegia la meditazione e il raccoglimento, specialmente dopo una bellissima camminata.

Che dire, tutto questo si armonizza con il cammino non possiamo così ammirare l’interno della chiesa, spoglio e semplice ideale per qualche minuto di raccoglimento personale.

La fonte battesimale ottagonale, in pietra monolitica, del XII secolo. Un’iscrizione medievale è leggibile lungo il bordo dell’austero altare maggiore con mensa datata 1152, proveniente dalla chiesa di San Michele alla Verruca chiesa e complesso monastico che versa in stato di colpevole abbandono nel monte della Verruca dei monti Pisani. Nel lato sinistro del transetto si trova un elegante organo realizzato nel 1738 dal lucchese Domenico Cacioli. (fonte)

Accanto alla Pieve la casa canonica “Giorno dopo giorno”; il 27/05/2018 l’associazione “il cammino di Santa Giulia” ha inagurato la foresteria ufficiale del cammino, attraverso una bellissima cerimonia.

Alla presenza delle istituzioni: il Sindaco del Comune di Vicopisano Juri Taglioli, ha così scoperto la targa del cammino, inaugurando la foresteria, sottolineando l’importanza storica e religiosa del Cammino di Santa Giulia, l’Assessore di Calci Stefano Tordella, il Consigliere di Buti Lorenzo Giusti, l’Architetto Marco Forti consigliere dell’Associazione, il parroco Don Alberto Marchesi. Franco Lari consigliere dell’Ass. e il Vicepresidente dell’Ass. Carlo Picchietti.

Così il cammino di Santa Giulia ha una canonica adibita all’accoglienza, una grande possibilità specialmente per chi cammina con noi, possiede la tessera del viandante ed è iscritto all’Associazione.

La casa canonica è posta su due piani, è fornita di cucina attrezzata, due bagni, due saloni di media grandezza e quattro camerate con letti a castello, dista un 1 km circa dal supermercato PENNY, un 1 e 5 km farmacia, il periodo di permanenza è da concordare tramite questo link.

Concludiamo questa scheda senza ulteriori parole tutto questo in pochi chilometri…

buon cammino,

Il Camminare

 

Cosa Vedere

La Stazione Intercontinentale di Coltano

Una piccola deviazione dell’itinerario ci permette di visitare le rovine di quella che fu una delle prime stazioni radio intercontinentali, realizzata da Guglielmo Marconi.

 La tenuta di Coltano una zona pianeggiante, al tempo costituita da acquitrini, canali e paludi, poi successivamente del tutto bonificate, si prestava proprio grazie alla morfologia e la composizione del terreno alle trasmissioni radio, così nel 1903 Marconi avvio la costruzione di una stazione radio dove effettuare i primi esperimenti.

Nel 1910 il primo messaggio radio raggiunge l’Africa e successivamente nel 1911, alla presenza del re Vittorio Emanuele, una trasmissione radio collego l’Etiopia e il Canada all’Europa.

Tra il 1919 e il 1924 la stazione venne ulteriormente ampliata e migliorata fino a diventare la stazione radio intercontinentale più potente nel territorio Europeo. Il sistema d’ antenna era costituito da torri alte 250 metri che purtroppo sono andate distrutte durante la seconda guerra mondiale, insieme alla palazzina dei trasmettitori.

Nel periodo compreso tra il 1924 e il 1930 il centro radio fu gestito da una società privata, la Italo Radio, seguita poi dalla gestione del Ministero delle Poste. Dal 1952 negli spazi adiacenti la Rai ha installato due trasmettitori in onda media.

Oggi questo luogo dal particolare valore scientifico e storico, è in completo stato di abbandono e necessita di urgenti lavori di risanamento.

Abbazia di San Savino

 Il monastero di San Savino fu fondato nel 780 d.C.

Unico monastero del Comune, il cenobio maschile di San Savino fu eretto nel 780 in prossimità di Riglione per volontà dei tre fratelli longobardi Gumperto, Ilderberto e Gumprando figli di Aricauso. Le frequenti inondazioni dell’Arno e il crollo dell’edificio tra il 1115-1116, ne suggerirono la ricostruzione sull’attuale terrapieno: la consacrazione avvenne il 29 aprile 1134 alla presenza di papa Innocenzo II.

La sua ricostruzione avvenne in due fasi successive nel corso del XII secolo, scegliendo la posizione attuale. Il monastero originario era stato costruito grazie alla donazione di tre fratelli di origine longobarda, Gumberto, Ildiberto e Gumbardo, che lasciarono al Monastero le loro terre e beni immobili, dislocati nelle diocesi di Pisa, Firenze e Lucca. Gumberto fu il primo abate e la regola adottata fu inizialmente quella benedettina, poi quella camaldolese.

Nel corso dei secoli il nuovo monastero diventò ricco : il suo vasto patrimonio fondiario e l’opulenza, insieme alla posizione strategica (sulla strada che collegava Firenze e Pisa), rese però l’insediamento facile preda di saccheggi e razzie (e per questo motivo fu fortificato). Proprio nel territorio di San Savino fu combattuta la famosa battaglia di Cascina, nella quale nel 1364 i pisani furono duramente sconfitti dai fiorentini.

Ormai decaduta, durante il dominio dei Medici l’abbazia fu assegnata all’ordine di Santo Stefano e alla fine del 1700 tutto il complesso fu acquistato da una ricca famiglia della zona.

L’ampio complesso fortificato, uno dei monumenti di Pisa e località limitrofe più suggestivi e allo stesso tempo più ignorati, si articola su due piani: un piano terra che ospitava i locali di servizio (magazzini, cantine e stalle) e un piano superiore dove vivevano i monaci. L’intero borgo è adibito ancora oggi a fattoria e abitazioni. Molto suggestivo è l’ingresso al monastero: un ampio arco a tutto sesto introduce alla ripida scalinata con volta a botte e a crociera, che conduce all’intimo sagrato, davanti alla chiesa.

L’intero complesso, formato da abitazioni, torri e fortificazioni, nel 1561 passò ai Cavalieri di Santo Stefano. Un ampio arco fornisce accesso a un vestibolo coperto, da cui, percorrendo una scalinata di pietra, si accede al sagrato della chiesa.

Attraversando il vestibolo si raggiungeva il pian terreno del monastero, dov’è ipotizzabile si trovassero magazzini, tinaie e stalle. Un’epigrafe sul muro del cortiletto ricorda l’ampliamento del chiostro voluto dall’abate Pietro negli anni 1281/82.

La chiesa, in esemplare stile romanico, è costruita con blocchi di calcare del Monte Pisano e presenta la tipica struttura monastica a croce latina con navata unica, volte a crociera (del secolo XII), abside semicircolare e soffitto a capanna. L’edificio ha un forte slancio verticale, accentuato dalla decorazione ad archetti e lesene della facciata e della parte absidale.

Il tempio è pianta a croce latina con transetto voltato, unica abside e possenti pilastri sugli angoli. L’interno si presenta semplice e spoglio. Da notare l’acquasantiera a fusto, ricavata da due cippi etruschi e
decorata con motivi a palme e fiori di loto. Lungo le pareti si osservano nicchie cuspidate destinate a conservare oli santi e lampade.

Tra le testimonianze più interessanti si trovano l’acquasantiera in marmo e alabastro ricavata da un cippo funerario etrusco, decorata con fregio nella parte superiore, e alcune antiche iscrizioni sui muri esterni. Sulla parete destra del sagrato è posta l’iscrizione relativa alla fondazione del chiostro (XIII° secolo) e su alcuni conci del muro esterno si trovano un’iscrizione funeraria dell’Abate Guido (XII° secolo) e una lapide funeraria in marmo bianco dell’Abate Martino e del Conte Tancredi, quest’ultimo forse identificabile con un Gherardesca morto prima del 1170.

Addossato al braccio nord del transetto sorge un massiccio campanile rettangolare, la cui sommità venne distrutta nel 1944 dall’esercito tedesco in ritirata, per non lasciare punti di avvistamento. Il campanile è stato ricostruito in tempi recenti. Tra la chiesa e le abitazioni si trova ancora la cisterna del 1280, intorno alla quale si svolgeva la vita monastica. La cisterna era circondata dall’antico chiostro o “hortus conclusus”, sul quale si affacciavano tutti gli ambienti della vita monastica (celle, dormitori, cucina, refettorio, biblioteca, foresteria). Durante i secoli XVIII e XIX l’antico hortus fu in gran parte modificato per ricavarne un piazzale in selciato e nuove abitazioni