Livorno

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Tappa T001 CSG Livorno Coltano

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Information
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Lf Hiker | E.Pointal contributor

T001 CSG 17   

Profile

50 100 150 200 5 10 15 Distance (km) Elevation (m)
No data elevation
Name: No data
Distance: No data
Minimum elevation: No data
Maximum elevation: No data
Elevation gain: No data
Elevation loss: No data
Duration: No data

Chiesa di S. Giulia a Livorno   

Latitude: 43° 33' 00"
Longitude: 10° 18' 35"

Description

Livorno_Santa_Giulia
Chiesa di santa Giulia
Livorno

Consacrata alla santa patrona della città in stile tardo rinascimentale barocco terminata nel 1696

Arciconfraternita di S. Giulia   

Latitude: 43° 32' 59"
Longitude: 10° 18' 36"

Description

Arciconfraternita_livorno_santa_giulia

Arciconfraternita del SS.
Sacramento e di S. Giulia

La più antica associazione
di laici livornesi, già presente
alla fine del XIII secolo
nel villaggio che allora
aveva nome Liburna.

Fortezza Nuova   

Latitude: 43° 33' 13"
Longitude: 10° 18' 40"

Description

La Fortezza Nuova

Baluardo di San Francesco era la fortificazione di Livorno 1560-1604, realizzata dall’architetto Buontalenti su incarico del governo dei Medici, caratterizzata da un sistema di fossi a forma pentagonale e da cinque bastioni ai vertici della figura.


Cisternino di Città   

Latitude: 43° 33' 08"
Longitude: 10° 18' 46"

Description

Il Cisternino di Città
Elegante edifici in stile neoclassico della prima metà dell’ottocento, era una struttura legata all’opera ingegneristica dell’Acquedotto Leopoldino che potenzio le risorse idriche di Livorno, eseguito sotto la direzione dei lavori dell’architetto Pasquale Poccianti dal 1809 fino al 1827.

Il Cisternone Livorno   

Latitude: 43° 33' 09"
Longitude: 10° 19' 09"

Description

Il Cisternone o Gran Conserva di Livorno
Monumentale serbatoio in stile neoclassico realizzato nella prima metà del XIX secolo dall’architetto Pasquale Poccianti, per l’approvvigionamento idrico cittadino.

Bagnetti Della Puzzolente   

Latitude: 43° 33' 17"
Longitude: 10° 21' 43"

Description

I Bagnetti della Puzzolente

Struttura neoclassica, situata ai piedi delle colline Livornesi, realizzata nel 1844 su volontà della famiglia Bartolomei dall’architetto Pasquale Poccianti e legata al completamento delle opere legate all’Acquedotto Leopoldino ed al complesso delle cisterne della città.

Acquedotto Leopoldino   

Latitude: 43° 33' 58"
Longitude: 10° 21' 41"

Description

 Acquedotto Leopoldino

Detto anche di Colognole, è stato il principale rifornimento idrico della città di Livorno dal 1816 al 1912, realizzato per volere dei Lorena, sotto la direzione di vari architetti, tra cui Pasquale Poccianti. Malgrado sia stato avviato sotto Ferdinando III di Lorena, fu concluso da Leopoldo II, così denominato Leopoldino, vennero realizzate inoltre tutte le opere destinate alla distribuzione, alla depurazione ed accumulo delle acque.

Cisternino di Pian di Rota   

Latitude: 43° 34' 06"
Longitude: 10° 21' 52"

Description

 Cisternino di Pian di Rota

Ubicato a Livorno, in località Pian di Rota, nella campagna a pochi chilometri dal centro della città. Fino agli ultimi anni dell’Ottocento era collegato alla rete idrica e costituiva un serbatoio per l’accumulo e la depurazione delle acque. Si tratta di un importante esempio di architettura neoclassica.

Villa Medicea di Coltano   

Latitude: 43° 38' 22"
Longitude: 10° 23' 40"

Description

Villa Medicea di Coltano

Ubicata nella tenuta di Coltano la prima testimonianza sulla proprietà dei terreni risale al 780, come si evince da un documento presente nell’Archivio di Stato di Pisa in cui un nobile locale fa domanda ai proprietari, i monaci dell’Abbazia di San Savino, di poter cacciare la lontra nei territori circostanti la Chiesa di San Quirico di Coltano. Da allora, la storia della tenuta e quella dei suoi abitanti si intrecciano fittamente.

Podere Sabaudia   

Latitude: 43° 38' 19"
Longitude: 10° 23' 54"

Description

Podere Villa Sabaudia

Casa colonica circondata da campi alla fattoria Coltano, che appartiene alla Riserva Naturale di San Rossore. Un grande giardino completamente recintato invita a rilassarsi e prendere il sole. La posizione del Podere è ideale per visitare i luoghi più belli della Toscana e godersi il mare nelle vicinanze.

Dati Tecnici

Quota Max

34 m

Salita

217m

Quota Min

-1 m

Discesa

221 h
Agosto 22, 2018

T001 Cammino di Santa Giulia Livorno Coltano

(1)
  • Author: Carlo Picchietti
  • Created: Agosto 22, 2018
  • Updated: Ottobre 17, 2018
Route type: Cammino a piedi
Difficulty grade: Pianeggiante
  • Distanza 19.34 km
  • Tempo 4 h 50 min
  • Velocità 4.0 km/h
  • Altitud. minima -1 m
  • Quota Max 34 m
  • Salita 217 m
  • Discesa 221 m

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Distanza

19 km

Tempo Totale

04:50:00 h

da Livorno a Coltano

La prima tappa!

Ci siamo ecco la partenza… di un meraviglioso itinerario! un viaggio che attraversa tre regioni, la Toscana, L’Emilia, la Lombardia, tra mare, montagna e pianura.

Livorno, città in cui la santa è patrona, apre il Cammino di S. Giulia, nel tratto Italiano, verso Brescia, attraverso questo semplice tracciato, che di fatto, è la risultante di un adeguamento.

L’itinerario originale della prima tappa, infatti, si sviluppava coprendo l’intera distanza da Livorno a Caprona, un percorso troppo esteso per una partenza del cammino, cosicché, si è convenuto nel suddividere il tracciato in due percorsi.

Oggi l’itinerario proposto è davvero semplice, pianeggiante, giusto per chi si vuole approcciare lentamente all’andamento del cammino, inoltre la beve durata di 5 ore, consente di partire da Livorno in tutta serenità, magari anche nel pomeriggio o comunque, di godersi con la dovuta calma i vari luoghi da vedere per conoscere, ammirare e magari anche da approfondire magari successivamente.

Sono le memorie nel paesaggio che di fatto, davanti a noi, ci calano in bellissime emozioni, proiettandoci mentalmente sulla lunghezza d’onda del Cammino di santa Giulia, cioè, sulla consapevolezza del viaggiare lentamente per scoprire e meravigliarsi ad ogni passo. 

Così, lungo il tragitto, troviamo numerosi luoghi di approfondimento, come per esempio, l’opera ingegneristica ottocentesca dell’acquedotto Leopoldino, detto di Colognole. Su volontà dei Lorena, avviato inizialmente da Ferdinando III e concluso successivamente da Leopoldo II venne realizzato sotto la direzione tecnica di diversi architetti, tra i quali Pasquale Poccianti. Un impianto per l’approvvigionamento idrico della città di Livorno, una testimonianza di un opera sociale che è stata in funzione dal 1816 fino al 1912.

Un itinerario quindi che ci permette di ammirare da vicino queste meravigiose strutture, infatti, dopo una visita alla chiesa di S. Giulia di Livorno e la sede dell’Arciconfraternita per l’iscrizione al cammino, seguendo la via, vi è la possibilità di vedere tutti gli edifici progettati e realizzati dall’Architetto Pasquale Poccianti, in stile neoclassico. Tali costituivano delle eleganti cisterne adibite allo stoccaggio e la successiva distribuzione cittadina dell’acqua potabile, in un momento storico in cui la bellezza architettonica si armonizzava con la funzionalità adibita al fabbisogno sociale.

Un opera neoclassica dell’ingegneria ottocentesca come: il Cisternino di città, il Cisternone, i Bagnetti della Puzzolente, il Cisternino di Pian di Rota, sono perle nel cotesto urbano cittadino dall’importante interesse storico, ci trasportano sensorialmente al periodo del risorgimento Italiano. Questi edifici, sono carichi di memoria, rievocano così le atmosfere delle giornate dell’assedio livornese, ma non solo, ci collegano concettualmente al tema dell’acqua, del mare, unendo attraverso il filo delle sensazioni santa Giulia alla storia della città. Una santa e il suo culto, che si può definire legato al mare ed alla navigazione.  

Così da un atmosfera all’altra, si arriva a Coltano, una terra che ci trascina in un altro cotesto, quello altomedievale, riproponendo i temi del mare, dell’acqua ed della navigazione, sul flusso delle percezioni, passo dopo passo su questo terreno.

Queste che calpestiamo, sono terre di colmata, Coltano: il suo antico toponimo è Collettanus, ne caratterizzava la particolarità morfologica di questa area geografica. In tempi non tanto remoti, queste zone avevano una quota livello mare inferiore, rispetto all’attuale, quindi tutta l’area era formata da acquitrini, lagune e canali, anche navigabili per mezzo di piccoli battelli detti navicelli, adibiti al trasporto di persone animali e merci.

Un immensa area palustre, che ne ha definito il nome di Collettanus cioè collettore. Di fatto questa grande distesa d’acqua, alimentata dalla vicinanza dell’Arno, collegava il mare alle adiacenti terre nei pressi di Uliveto, Caprona e Pisa. Un vero e proprio delta che si è perso, nei secoli, attraverso la mano dell’uomo e dalla sedimentazione del limo fluviale. 

Non è quindi da escludere, che queste zone, facessero parte degli ultimi insediamenti del Portus Pisanus o meglio ne costituivano un area di collegamento, per il trasporto per mezzo di imbarcazioni dal basso pescaggio.

L’attuale Villa Medicea di Coltano, è  una tenuta che risale al periodo altomedievale, documentata dal 780 d.C. come tenuta di caccia alla lontra, sicuramente ha origini più remote, era una proprietà dei monaci dell’Abbazia di San Savino (di origine Longobarda).

Concludendo tutto questo in 5 km… un itinerario quindi da camminare, lentamente e non distrattamente, ma riflettendo sul collegamento dell’acqua, del mare, attraverso questo cammino storico e spirituale da assaporare ad ogni passo. 

Cosa Vedere

Chiesa di S. Giulia in Livorno

Chiesa di Santa Giulia Livorno

 Livorno_Santa_GiuliaLa prima menzione di una chiesa dedicata a S. Giulia nel comprensorio di Porto Pisano si trova in una pergamena, conservata presso l’Archivio Arcivescovile di Pisa, datata giugno 891.

L’antico posizionamento della chiesa altomedievale non ha mai trovato un riscontro valido e documentato, si pensa che fosse collocata nei pressi dell’antica via Provinciale Pisana in prossimità dell’attuale Cappella di Santo Stefano “ai lupi”.

Nei secoli successivi, all’interno della città (pentagono di Buontalenti), altre chiese furono dedicate alla Santa. L’attuale oratorio in stile barocco-tardorinascimentale è collocata al fianco della Cattedrale di Livorno, venne edificato, su un terreno donato all’Arciconfraternita dal granduca Ferdinando I, su disegno di Alessandro Pieroni e la prima pietra fu posta il 22 maggio del 1602, come ricorda l’epigrafe situata nell’atrio dell’edificio.

L’oratorio presenta una struttura esterna sobria ma elegante, la facciata principale è arricchita da alcune grandi formelle rettangolari e si pensa che fosse rivestita di marmo.

Ai lati del portale principale, sormontato dallo stemma dell’Arciconfraternita, vi sono due grandi nicchie oggi vuote, che inizialmente ospitavano le statue di San Girolamo e di Sant’Antonio Abate, rimosse nel 1848 e sostituite con quelle di San Pietro e San Paolo, perdute durante l’ultimo conflitto mondiale. La pianta è ad un’unica navata preceduta da un atrio all’interno del quale troviamo, sulla destra un quadro, dell’autore Enrico Corazzi (1887 – 1952), che raffigura un “Cristo in Croce” e una lapide del 1952, posta in memoria dei concittadini caduti perla patria.

Oratorio di S. Ranieri in Livorno

Oratorio di San Ranieri in Livorno

Collocato all’interno di una corte accessibile dalla chiesa di S. Giulia è una meravigliosa cappella composta da una struttura esterna incastonata dagli edifici circostanti ma all’interno ricca di affreschi e ornamenti composti da marmi e pietre dure 

Venne fondato nel 1696 dalla confraternita, sul terreno del vecchio camposanto situato presso la chiesa di S. Giulia

Mentre la facciata estremamente semplice e lineare, presenta solo una grande finestra e un portale con la lapide, l’interno è un vero e proprio tesoro nascosto della città.

Formato da una pianta rettangolare, le pareti interno sono ricoperte da manganelle lignee sopra le quali si trovano delle lesene bianche binate ed affreschi, di attribuzione incerta, raffiguranti sei episodi della vita di S. Ranieri.

Il tutto è sovrastato da un cornicione dal quale si innalza la volta scandita da tre unghie per ciascun lato sono dipinti balconcini con balaustre, su sfondi di cielo o a finta volta con lacunari.

Il pavimento, costituito da una variegata tessitura lapidea, scandita geometricamente da listelli marmorei di bardiglio, accoglie motti e stemmi di alcune importanti famiglie.

La zona presbiterale è leggermente rialzata rispetto al piano dell’oratorio e lungo le paretine laterali si trovano due porte in legno: quella sulla destra conduce ad una piccola stanza usata come sagrestia; quella sulla sinistra si apriva su un vano ormai chiuso. L’altare, realizzato in stucco e considerato un notevole manufatto artistico, è costituito da una semplice e lineare mensa sostenuta da quattro cariatidi ed è inserito tra due colonne tortili. È sovrastato da una tela, donata dalla comunità pisana, che raffigura S. Ranieri che resuscita un bambino, realizzata da Oscar Bagnoni nel 1969 e copia del dipinto esistente nel duomo di Pisa. Il quadro collocato in origine sull’altare, che si presume raffigurasse S. Ranieri, è andato disperso durante l’ultimo conflitto mondiale.
La cimasa dell’altare è quella originale ed è un dipinto su tela, raffigurante l’Assunta, attribuito ad Alessandro Gherardini.