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Il Progetto

L’Associazione ha come scopo: la progettazione, la realizzazione, la gestione del progetto di un itinerario storico, naturalistico e spirituale.

Il Cammino di S. Giulia è un itinerario evocativo di un fatto storico, la traslazione del corpus sanctae Iuliae voluta dagli ultimi regnanti longobardi, Desiderio e Ansa (756-774), nel 762 d.C.

Un itinerario modellato sul territorio attraverso il collegamento di luoghi storici, cioè delle chiese dedicate alla devozione a santa Giulia, mediante una sentieristica di livello escursionistico e naturalistico. Il progetto, oggi, si propone nel territorio italiano lungo un percorso di 467 km  da Livorno a Brescia, strutturato in 25 tappe giornaliere, coinvolgendo tre Regioni; la Toscana, l’Emilia, la Lombardia, 8 Province e 62 Amministrazioni Comunali.

Sulle tracce di una santa e del suo culto

Viviamo in un mondo, come si usa dire, globalizzato: “omogeneizzato”, dicono i più pessimisti. Molti, soprattutto nelle grandi città, si sentono smarriti, provano la sensazione di vivere in una “terra di nessuno”, dove si è perduto il senso dell’identità, personale e di gruppo, orfani di qualcosa che non si sa nemmeno che cosa sia…

È così che si assiste a tentativi di ricerca, personale o collettiva, attraverso vie spesso ammalianti ma illusorie, altre volte più autentiche e genuine, pur nella loro semplicità. Una modalità che si sta affermando e che apre interessanti prospettive, individuali e sociali, è il cammino: ripercorrere, sulle orme degli antichi pellegrini e viandanti, tracciati a volte impervi e disagevoli, ma sempre a contatto delle bellezze, naturali o artistiche, in una ricerca di spiritualità e di interiorità, che accomuna sugli stessi tragitti credenti e non credenti.

Il Cammino di santa Giulia

Questo nuovo Cammino, che va a inserirsi nel panorama sentieristico Italiano tocca alcuni dei luoghi dedicati a santa Giulia, una santa che a buon titolo si potrebbe definire “toscana”.

Sepolta all’isola della Gorgona in epoca non determinabile con precisione storica, ma certamente prima del VII secolo, traslata poi a Brescia nel 762 dagli ultimi sovrani longobardi, Ansa e Desiderio, la santa è oggi patrona di Livorno.

La chiesa di Lucca

Gioiello romanico con qualche tocco di gotico, sorse entro la metà del VII secolo, come rivela un ricco corredo funebre longobardo rinvenuto alla metà dell’Ottocento presso un angolo della facciata.

Nel VII secolo nasce e si radica a Lucca il culto della santa, come poi dimostrano Calendari e libri liturgici.

Da Lucca il culto si diffonde prima in altri luoghi della Tuscia, dalla costa fino al confine più meridionale, a Sutri.

In seguito, dopo la traslazione a Brescia, il culto della santa si impianta nel monastero che da lei prende il nome, e da lì conosce una seconda fase di diffusione.

È così possibile tracciare un percorso che unisce una serie di località e di pievi.

Da Livorno a Caprona a Buti, a Lucca,

luogo primario del culto.

La città, centro del ducato longobardo di Tuscia, era snodo fondamentale della Francigena: come di Siena e di S. Gimignano si dice che erano “figlie della Francigena”, così Lucca potrebbe essere definita, a ragione, “madre della Francigena”.

Come San Gimignano era snodo stradale, così Lucca era uno snodo nella circolazione agiografica, centro di diffusione di culti e di liturgia in tutta la Tuscia e oltre, fino a Roma, alla Baviera, alla Catalogna.

Da Lucca l’itinerario prosegue per Pieve dei Monti di Villa (Controneria) e, varcato il crinale dell’Appennino, a Monchio (Mo).

Infine, scendendo e attraversando la pianura padana, si giunge a Brescia.

i luoghi di santa Giulia in Toscana

1) S. Giulia nel Rosellano (?); 2) Porto Pisano; 3) Caprona; 4) Buti; 5) Lucca;
6) Controne; 7) Noceto
a) Nonza (il paese in Corsica indicato come luogo del martirio); b) Gorgona

I Longobardi

Un tracciato evocativo…

Per volontà della regina Ansa, arriva a Brescia dall’isola della Gorgona il corpus di santa Giulia, traslato nel monastero del Salvatore che poi da lei prenderà il nome.

Da un fatto storico: la traslazione longobarda

un cammino storico, un progetto naturalistico.

Ecco la prima pietra su cui si basa il tracciato, un progetto che è stato pianificato attraverso un retroterra preparativo, fatto di esperienze dirette.

Prima di ogni cosa… si sono mosse le gambe!

Un idea vissuta in prima persona direttamente sul campo, per mezzo dei cammini intrapresi nel 2011 – 2012 – 2014.

Solo attraverso queste esperienze è stato possibile reperire un bagaglio, o meglio, uno zaino di informazioni e di conoscenze locali, tali da predisporre le basi di quello che oggi è una risultante di molteplici viaggi.

Punti fermi del tracciato, sono i luoghi di S. Giulia.

Questo è il cardine su cui il tracciato si snoda, infatti il cammino nel tempo si è trasformato proprio in funzione di questo concetto, cosìcchè a mano a mano che tutte le varie località venivano identificate ed ubicate cartograficamente, il tracciato si modificava di conseguenza.

Sono dieci località, caraterrizate da Pievi e Chiese intitolate al culto di S. Giulia, che oltre ad identificare il percorso nel territorio gli conferiscono una pecularità.

I campanili come capisaldi del percoso, un’antica testimonianza sul territorio.

Il cammino di S. Giulia è quindi un percorso evocatico formato dall’unione, attraverso sentieri naturalistici, dalle località che conservano la memoria della devozione alla santa.

Località rappresentate da edifici di culto, pievi, alcune delle quali di origine certa e documentata risalente al periodo alto-medioevale, se non ancor prima, cosìcchè a tutti gli effetti si identificano come una vera e propria testimonianza sul territorio.

Ecco i luoghi della devozione alla santa, i cardini del cammino:

  1. Livorno Chiesa di S. Giulia e sede dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento e di S. Giulia.
  2. Caprona (Pi) Pieve di S. Giulia
  3. Buti (PI) Cappella di S. Giulia al Monte S. Agata e chiesa di S. Maria della Neve a
  4. Lucca Chiesa di S. Giulia
  5. Pieve di Monti di Villa, Bagni di Lucca (Lu), Pieve di S. Giovanni, già di S. Giulia
  6. Monchio, Palagano (Mo), Pieve di S. Giulia
  7. Migliarina di Carpi (Mo), Chiesa di S. Giulia
  8. Cicognara, Viadana (MN), Chiesa di S. Giulia
  9. Brescia, Monastero di S. Salvatore e S. Giulia
  10. Brescia, Chiesa di S. Giulia nel villaggio Prealpino (BS).

Un Cammino spirituale

Il progetto oltre che storico, che naturalistico è un cammino aperto a tutti, infatti svariati sono i modi di concepirlo.

Cammininare aiuta alla comprensione personale, specialmente se questa esperienza viene vissuta in prima persona, in solitaria, diventerà un viaggio molto speciale caratterizzandosi in momenti imparagonabili unici e molto speciali.

La natura, la lenta cadenza, il silenzio intorno a noi, il lento scorrere del tempo sono validissimi strumenti che allargano l’orizzonte al benessere, alla riflessione, all’introspettiva personale.

Il cammino quindi quale stumento del viaggio interiore.

Il Cammino di S. Giulia è sopratutto un viaggio della fede, non vi è infatti solo l’unione delle chiese, ma una connessione spirituale lungo il filo della riflessione personale e della preghiera, attraverso i luoghi dove oggi è possibile osservare e meditare davanti alle reliquie.

Le reliquie di S. Giulia tra Livorno, Monchio e Brescia.

Partendo da Livorno passando da Monchio, sull’Appennino Modenese, fino ad arrivare a Brescia, sono queste le chiese dove sono presenti le reliquie, un collegamento tre tutte dieci chiese che offrono una prospettiva al viaggio, sotto un contesto religioso, proprio per chi è in ricerca nel senso più profondo del pellegrinaggio.

Dall’idea all’Associazione al Progetto.